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Varese, sport e disabilità tra opportunità e ostacoli: “Servono volontari, impianti e servizi”

La seconda puntata di Radio Materia in vista del convegno a Ville Ponti mette a confronto Polha Varese, Varese con l’H e Associazione Medico Sportiva Varesina: al centro volontariato, impianti, prevenzione e sostegno alle famiglie

disabilità e sport varese


Lo sport come occasione di autonomia, socialità e crescita, ma anche un percorso che a Varese continua a scontrarsi con la carenza di volontari, la mancanza di impianti e l’assenza di un servizio pubblico di medicina dello sport. Sono alcuni dei temi affrontati nella seconda puntata di Radio Materia dedicata a “Sport e disabilità”, tappa del percorso che porterà al convegno “Disabilità e Sport nel cuore”, in programma sabato 31 ottobre a Villa Andrea, al Centro Congressi Ville Ponti di Varese.

A confrontarsi ai microfoni, insieme a Emanuela Solimeno del team Disabilità e Sport, sono stati Daniela Colonna Preti, presidente della Polha Varese, Anna Sculli, presidente di Varese con l’H, e Giulio Clerici, vicepresidente dell’Associazione Medico Sportiva Varesina.

Lo sport come occasione di autonomia e relazione

Uno dei punti condivisi dagli ospiti è il valore dello sport ben oltre il risultato agonistico. L’attività motoria permette alle persone con disabilità di costruire relazioni, sperimentare maggiore autonomia, imparare le regole della vita di gruppo e vivere esperienze fuori dall’ambiente familiare. Un ruolo che diventa ancora più importante quando termina il percorso scolastico o si riducono le occasioni quotidiane di incontro. Proprio il tempo libero, hanno sottolineato le associazioni, rischia di trasformarsi in uno spazio difficile da riempire se mancano proposte accessibili e continuative.

Le attività sportive, dagli allenamenti alle trasferte, diventano così anche esperienze educative e di vita quotidiana. La Polah Varese, prima società storica del territorio nata per promuovere lo sport tra le persone con disabilità, e Varese con l’H, polisportiva impegnata anche sui fronti della formazione, dell’inserimento lavorativo e del tempo libero, rappresentano due delle realtà che da anni lavorano in questa direzione.

Servono nuovi volontari

Tra le difficoltà più urgenti c’è però quella del volontariato. Le associazioni devono fare i conti con un progressivo invecchiamento delle persone che garantiscono ogni giorno il funzionamento delle attività e con un ricambio generazionale ancora insufficiente.

Non servono soltanto figure tecniche. I volontari sono indispensabili per accompagnare gli atleti, guidare i pulmini, organizzare e seguire le trasferte, aiutare gli allenatori e sostenere tutte quelle attività che rendono possibile la partecipazione allo sport. Da qui l’appello rivolto anche a chi non possiede particolari competenze sportive ma può mettere a disposizione tempo ed energie.

Medicina dello sport, a Varese manca un servizio pubblico

Un altro tema centrale è stato sollevato da Giulio Clerici, vicepresidente dell’Associazione Medico Sportiva Varesina: da oltre dieci anni a Varese manca un centro pubblico di medicina dello sport. Un’assenza che ha conseguenze particolarmente pesanti per le persone con disabilità e le loro famiglie. Per ottenere visite e certificazioni necessarie alla pratica sportiva è spesso necessario rivolgersi a strutture private, con costi significativi, oppure spostarsi verso altri territori.

Il problema, però, non riguarda soltanto gli adempimenti necessari per svolgere attività agonistica. La medicina dello sport ha anche una funzione di prevenzione e controllo, particolarmente importante quando l’attività fisica riguarda persone con situazioni cliniche complesse.

Poche strutture e troppa burocrazia

Alla difficoltà di accedere ai servizi sanitari si aggiunge quella legata agli spazi. Sul territorio di Varese, hanno spiegato le associazioni, mancano palestre e strutture pubbliche polifunzionali in grado di accogliere con continuità discipline differenti. Per le società questo significa spesso dover cercare soluzioni alternative, sostenere costi più elevati e adattare l’organizzazione delle attività alla disponibilità degli impianti.

C’è poi il peso degli adempimenti amministrativi. Le realtà che operano contemporaneamente come società sportive dilettantistiche ed enti del Terzo Settore devono confrontarsi con normative e procedure differenti, mentre i cambiamenti decisi a livello nazionale dalle federazioni possono incidere direttamente sull’attività locale. Tra gli esempi ricordati durante la trasmissione ci sono le trasformazioni che hanno interessato gli sport invernali paralimpici e la chiusura del centro di avviamento.

Un censimento per aiutare le famiglie a orientarsi

Accanto alle criticità, il percorso “Sport e disabilità” vuole arrivare anche a un risultato concreto: censire le realtà sportive del territorio che propongono attività rivolte alle persone con disabilità. L’obiettivo è costruire un contenitore digitale nel quale famiglie e interessati possano trovare informazioni aggiornate, contatti e testimonianze, riducendo una delle difficoltà più frequenti: capire quali opportunità esistono e a chi rivolgersi. Un punto di accesso comune potrebbe permettere anche alle associazioni di conoscersi meglio, creare nuove collaborazioni e rendere più visibile un patrimonio di esperienze già presente sul territorio.

Il 31 ottobre il convegno “Disabilità e Sport nel cuore”

Il prossimo appuntamento sarà sabato 31 ottobre a Villa Andrea, al Centro Congressi Ville Ponti di Varese, con il convegno “Disabilità e Sport nel cuore”, dedicato ad Alessandro Galleani e Mauro “Momo” Fiorentini. L’aspettativa delle realtà coinvolte è che l’incontro non rimanga un appuntamento isolato, ma diventi l’inizio di un confronto stabile tra associazioni, famiglie, professionisti e istituzioni. Sul tavolo ci sono richieste precise: più impianti accessibili, il ritorno di un servizio pubblico di medicina dello sport, un maggiore sostegno alle società e una rete capace di accompagnare concretamente le persone con disabilità verso la pratica sportiva.

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Redazione Saronnonews
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Pubblicato il 13 Ottobre 2026
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