Quantcast

La Via ritrovata: un sentiero, un territorio, un legame da riscoprire

Da Torba a Castelseprio, un percorso nel bosco che unisce due luoghi nati come un'unica città. Parco Pineta, FAI, Parco archeologico, Provincia, Oikos e Comune di Gornate Olona raccontano un progetto che guarda anche a comunità, mobilità dolce e identità del territorio

Generico 05 Oct 2026

Da una parte il monastero di Torba, il primo bene del FAI, dall’altra gli scavi di Castelseprio, bene UNESCO: due tesori che oggi, pur vicinissimi, costringono i visitatori a spostarsi facendo un ampio giro lungo la provinciale. La Via ritrovata, il progetto che punta a riaprire il collegamento storico tra i due siti, è stata raccontata a Materia, il nuovo spazio culturale di VareseNews nell’ex scuola di Sant’Alessandro a Castronno, in una serata con i protagonisti dell’iniziativa.

Molto più di un sentiero

A guidare la serata è stata Mariangela Gerletti, redattrice di VareseNews, che ha ricordato come il tratto che verrà riaperto sia molto più di un sentiero: collegare Torba e Castelseprio significa riconnettere due luoghi legati da storia, ambiente e logica, con ricadute ben oltre le poche centinaia di metri interessate.

Il capofila è il Parco regionale Pineta di Appiano Gentile e Tradate, il cui presidente Mario Clerici ha spiegato perché il parco si occupa di questo progetto: «Dal 2012, con una modifica della legge regionale, i parchi lombardi possono occuparsi di aree vaste chiamate ambiti territoriali ecosistemici: per il parco Pineta Pineta l’area corrisponde sostanzialmente alla Valle Olona, dove il parco gestisce anche diversi parchi locali di interesse sovracomunale su incarico dei Comuni. Da lì, la scelta di promuovere un progetto così importante, partendo da uno studio di fattibilità presentato a Fondazione Cariplo nell’ambito dei progetti emblematici maggiori».

Il progetto è sostenuto in larga parte da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, con la Provincia di Varese e l’Istituto Oikos tra i partner; coinvolti anche Astronatura, Archeologistic e l’Ecomuseo della Valle Olona. Clerici ha sottolineato che il cantiere del sentiero è solo una parte dell’insieme: «La Via ritrovata – ha detto – è anche un percorso culturale e ideale, per ritrovarsi attraverso bosco, natura e storia».

Generico 05 Oct 2026

Castelseprio: oltre tremila anni di storia, scavati per meno del 10%

Luca Polidoro, direttore del Parco archeologico e dell’Antiquarium, ha ricordato che il sito è frequentato almeno dal 1000 a.C., in una zona da sempre crocevia di strade e di vie fluviali, con il massimo sviluppo in età medievale.

«Il parco archeologico nasce intorno al 1950 e il sito è tutelato dall’UNESCO dal 2011. Gli scavi riguardano ad oggi, hanno riguardato meno del 10% dell’area e coinvolgono sei gruppi di lavoro di università, tra cui Statale di Milano, Chieti-Pescara e Cattolica, oltre a Studio Arte, che con la Statale conduce le indagini archeologiche necessarie alla Via ritrovata.
Proprio lì, nel bosco dove passerà il percorso, c’era un tempo un insediamento fortificato. Dopo rilievi su tutta l’area, la scorsa settimana l’Università Statale ha avviato uno scavo nella parte meridionale, dove sono emerse tracce di bastioni, torri e fortificazioni».

Polidoro ha poi parlato del ciclo pittorico di Santa Maria foris portas, un mistero irrisolto: dal 1944 si contano oltre trenta ipotesi cronologiche, senza certezze. Il parco ha vinto un bando europeo della piattaforma ERIS e da qualche giorno squadre da tutto il mondo svolgono analisi diagnostiche, con la chiesa chiusa e coperta da ponteggi: nel giro di un mese è previsto un riallestimento completo, anche per l’accessibilità. Partiranno inoltre nelle prossime settimane il restauro dei resti murari della città, le passeggiate mensili con l’archeologo e la mostra fotografica condivisa Frammenti di Memoria, finanziata dal Piano Olivetti, con la raccolta delle foto del parco dall’Ottocento agli anni Novanta, che confluiranno in un archivio digitale dall’anno prossimo.

Torba: il primo bene del FAI

Chiara Fizzotti, archeologa e referente per il FAI, ha ricordato che il monastero di Torba è il primo bene della fondazione, donato nel 1977 da Giulia Maria Crespi. Parte meridionale dell’antica città di Castelseprio ma dopo una frana che interruppe un tratto delle mura, il sito ha avuto una vita separata: «Nell’VIII secolo una comunità di monache longobarde, inizialmente otto, si insediò nella torre, dove c’erano un sepolcreto al primo piano e un oratorio al secondo. Qui ci sono gli affreschi restaurati da Pinin Brambilla Barcilon, dove le monache sono raffigurate senza volto, un altro enigma».

Il complesso è cresciuto con la chiesa, rimaneggiata più volte tra IX e XI secolo e con una quarantina di sepolture, quasi tutte femminili; poi, dal XIII secolo, è passato ai fittavoli fino al secolo scorso e alla rinascita operata dal FAI. Ci sono ancora le tracce della cinta muraria che oggi si perde nel bosco: «Il FAI ha scelto di lasciarla come suggestione del legame con Castelseprio, in attesa del collegamento». Le ricerche proseguono attualmente con l’Università di Padova.

Antiche vie e mobilità dolce

Il consigliere provinciale Fabio Passera ha illustrato gli interventi che farà la Provincia di Varese nell’ambito del progetto la Via ritrovata: «In programma il rifacimento del fondo della ciclopedonale della Valle Olona per circa un chilometro, nel tratto che costeggia il parcheggio del monastero di Torba, con un rialzo, arredi, un attraversamento in sicurezza sulla provinciale e la ricostruzione del camminamento verso la chiesa di Santa Maria Bambina, fino all’ex scuola elementare di Gornate Olona».

Passera ha annunciato che nei prossimi giorni arriverà in Consiglio provinciale il piano per la mobilità ciclistica, con dorsali per circa 420 chilometri, 200 dei quali già realizzati, tra cui quella della Valle Olona: «L’idea – ha detto – è che questo sistema di piste serva anche per andare a scuola e al lavoro, oltre che per il cicloturismo».

Governance, eventi e comunità

Beatrice Tradi, project manager dell’Istituto Oikos, ha illustrato il ruolo dell’organizzazione: «Un progetto come questo necessita di una governance condivisa tra i partner, monitoraggio e rendicontazione verso i finanziatori, ed è questo il ruolo di Oikos. Il progetto dura circa tre anni, fino al 2028, ma l’obiettivo è che duri nel tempo, con manutenzione sostenuta da partner e cittadini. Sono previsti tavoli con i portatori d’interesse e iniziative con scuole e comunità, escursioni e serate didattiche. Alcune iniziative sono già state avviate, come “Luna piena al Castrum”, ed è previsto un polo culturale con info point all’inizio del monastero»

Il sindaco di Gornate Olona Emanuele Poretti ha ricordato che Torba, frazione del suo comune, ha un nucleo storico di famiglie radicate e un forte sviluppo industriale, e che con il comitato di frazione e gli imprenditori si è lavorato per far sì che il progetto serva a tutti: «Per il Comune è fondamentale il recupero dell’ex scuola elementare, abbandonata da tempo, che diventerà info point, noleggio bici e luogo di ritrovo.

Il sentiero e il bosco: un cantiere complesso

Alessandro Nicoloso, progettista dell’intervento boschivo e del percorso, ha descritto le difficoltà che presenta l’area di intervento: «In planimetria, tra Antiquarium e Monastero di Torba, ci sono circa 280 metri, ma in pieno luglio ho impiegato un’ora e mezza per percorrerli, tra rovi alti quanto me. Il versante ha un passaggio roccioso con un unico punto praticabile e, a valle, accumuli di detriti difficili da gestire per realizzare un sentiero. Il bosco è in gran parte un castagneto, con querce, ciliegi e aceri con vaste aree dominate dalla robinia. L’intervento selvicolturale punta a un bosco il più possibile naturale ma fruibile: si governerà il cambiamento con la competizione tra le specie, nell’arco degli anni».

La via del cuore

Chiudendo la serata, Clerici ha invitato a riscoprire la dimensione spirituale nel contatto con la natura: «Nel bosco si ritrovano suoni, profumi e se stessi – ha detto – e per questo la Via ritrovata è anche una via dell’anima».

L’invito di tutti i relatori è stato infine quello di seguire l’evoluzione del progetto che restituirà una dimensione insieme antica e nuova, a due luoghi che sono tra i più importanti e significativi del patrimonio storico, artistico e culturale della provincia di Varese.

Via Confalonieri, 5

Castronno

Tutti gli eventi

di ottobre

Redazione Saronnonews
saronnonews@gmail.com
Noi della redazione di Saronnonews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.
Pubblicato il 05 Ottobre 2026
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore