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Florovivaismo lombardo, 5mila aziende per un settore che vale oltre 300 milioni di euro

Un comparto importante nel settore agricolo regionale che deve confrontarsi con cambiamenti profondi, a partire da quelli legati ai cambiamenti climatici

Generico 14 Sep 2026

Un settore che rappresenta un pilastro dell’agricoltura lombarda, ma che oggi si trova davanti a sfide sempre più complesse. È stato il florovivaismo il protagonista della sesta edizione del convegno “Il verde del futuro”, organizzato a Canneto sull’Oglio dal distretto PlantaRegina, in collaborazione con Assofloro e Coldiretti Mantova.

All’incontro è intervenuto l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi, che ha ribadito il peso del comparto per l’economia agricola lombarda.

Un comparto da oltre 300 milioni in Lombardia

I numeri regionali restituiscono la dimensione del settore: secondo quanto evidenziato da Beduschi, il florovivaismo lombardo conta quasi 5.000 aziende, oltre 10.000 addetti e più di 300 milioni di euro di fatturato.

Un comparto che deve però confrontarsi con cambiamenti profondi, a partire da quelli legati al clima. Una situazione particolarmente evidente proprio nel distretto di Canneto sull’Oglio, uno dei principali poli europei per la produzione di latifoglia.

Il settore cannetese può contare su quasi 1.000 ettari coltivati, circa 1.000 occupati e oltre 250 milioni di euro di export. Durante l’estate, però, le aziende hanno dovuto fare i conti con una serie di eventi meteorologici estremi.

Il presidente del Distretto PlantaRegina Stefano Zecchina ha sottolineato come il comparto sia stato duramente colpito dalle ondate di calore, dalle trombe d’aria e dalla grandine, con perdite che hanno raggiunto il 40% della produzione.

Il nodo delle assicurazioni

Proprio la gestione del rischio legato agli eventi climatici è stata tra le questioni affrontate durante il convegno.

Beduschi ha spiegato che con Ismea si stanno valutando formule per aumentare l’offerta assicurativa, ipotizzando anche soluzioni specifiche per il florovivaismo. L’obiettivo indicato è quello di diminuire i costi a carico degli operatori e rendere più adeguati gli strumenti di tutela di fronte ai danni provocati dagli eventi atmosferici.

Tra le ipotesi da valutare c’è anche quella, avanzata dal presidente di Coldiretti Ettore Prandini, di un possibile obbligo assicurativo nel settore agricolo. Una proposta che, come sottolineato da Beduschi, dovrà essere esaminata insieme al Ministero dell’Agricoltura e nell’ambito della prossima programmazione della Politica agricola comune.

Accanto alle assicurazioni, un ruolo centrale viene attribuito alla ricerca e all’innovazione, anche per arrivare a polizze parametriche più efficienti e rendere più tempestivi gli interventi delle compagnie assicurative e i ristori in caso di danni.

La sfida della Popillia japonica

Durante “Il verde del futuro” si è parlato anche dell’emergenza legata alla Popillia japonica, insetto che rappresenta una delle problematiche fitosanitarie affrontate dal comparto.

La presidente di Assofloro Nada Forbici ha sottolineato la necessità di aumentare le risorse destinate ai Servizi fitosanitari regionali e di avviare un confronto con Bruxelles sul possibile declassamento dell’insetto, ritenuto ormai non più eradicabile.

Più export e ricerca

Il futuro del florovivaismo passa anche dalla capacità di rafforzare la presenza sui mercati internazionali. Una necessità evidenziata da Ettore Prandini, che ha indicato tra le priorità il potenziamento dei contratti di coltivazione, il sostegno all’export, l’individuazione di risorse per indennizzare gli agricoltori colpiti dagli eventi calamitosi e gli investimenti in ricerca e sviluppo.

Un settore che, dopo anni di attesa, può inoltre contare da qualche settimana su una legge quadro sul florovivaismo, considerata un riconoscimento della qualità e della professionalità di un comparto che svolge un ruolo importante anche per la salute e il benessere delle persone.

Per Fabio Mantovani, presidente di Coldiretti Mantova, ora è necessario continuare a lavorare insieme alle istituzioni: «Il settore ha bisogno di certezze».

Image by Rebecca Matthews from Pixabay

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Pubblicato il 18 Settembre 2026
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