Oltre 20mila cittadini senza medico di base nel Varesotto. E incombe l’ondata dei pensionamenti
Nell’Asst Sette Laghi sono 15.177 le persone prive del medico di famiglia. Nella Valle Olona sono 4.983, ma 92 professionisti potrebbero lasciare entro la fine del 2027. Astuti: «Serve una strategia strutturale»
Oltre 20mila cittadini senza medico di medicina generale e un’ondata di possibili pensionamenti destinata ad aggravare ulteriormente la situazione. È il quadro della sanità territoriale in provincia di Varese che emerge dai dati forniti dalle Asst Sette Laghi e Valle Olona in seguito a un accesso agli atti presentato dal consigliere regionale del Partito democratico Samuele Astuti.
Le due aziende sociosanitarie mostrano criticità diverse. Nel territorio dell’Asst Sette Laghi l’emergenza è già evidente: sono 15.177 i cittadini che non hanno un medico di base. Nell’Asst Valle Olona il numero è più contenuto, ma comunque rilevante: 4.983 persone risultano prive del proprio medico di famiglia.
Complessivamente, dunque, nelle due Asst sono almeno 20.160 i cittadini senza un riferimento stabile per l’assistenza sanitaria primaria.
La carenza non è più una situazione temporanea. In alcuni territori si trascina ormai da due anni o più, costringendo migliaia di assistiti ad affidarsi agli ambulatori medici temporanei. È il caso del distretto di Gazzada: a Daverio, per esempio, la difficoltà perdura da circa due anni e gli assistiti devono rivolgersi all’ambulatorio temporaneo di Gazzada.
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Gli ambulatori temporanei permettono di garantire prescrizioni, visite e prestazioni essenziali, ma non possono sostituire completamente il rapporto continuativo con il medico di famiglia, soprattutto per anziani, pazienti cronici e persone fragili. Una risposta nata per affrontare l’emergenza rischia così di trasformarsi in una modalità ordinaria di accesso alle cure.
Sette Laghi, oltre 15mila cittadini senza medico
La situazione più pesante in termini di assistiti scoperti riguarda l’Asst Sette Laghi. Entro la fine del 2026 quattro medici avranno raggiunto i requisiti per lasciare l’attività: uno nel Distretto di Sesto Calende, uno in quello di Tradate e due nel Distretto di Varese.
Entro la fine del 2027 potrebbero aggiungersene altri tredici: due nel Distretto di Arcisate, tre ad Azzate, uno a Laveno Mombello, due a Luino, due a Tradate e tre a Varese. In totale sono quindi diciassette i professionisti della Sette Laghi che raggiungeranno i requisiti pensionistici entro il termine del 2027.
Valle Olona, 92 medici verso la pensione
Nell’Asst Valle Olona l’allarme riguarda soprattutto il futuro prossimo. Sono 37 i medici che raggiungeranno i 70 anni entro la fine del 2026: quattordici nel Distretto di Busto Arsizio-Castellanza, dieci a Gallarate, otto a Saronno e cinque a Somma Lombardo.
Altri 55 raggiungeranno la stessa soglia entro la fine del 2027: ventuno nel Distretto di Busto Arsizio-Castellanza, quattordici a Gallarate, dodici a Saronno e otto a Somma Lombardo.
Il totale è di 92 professionisti potenzialmente in uscita nell’arco di due anni. Non tutti lasceranno necessariamente l’attività appena maturati i requisiti, ma il dato indica la dimensione del ricambio che dovrà essere affrontato per evitare che il numero degli assistiti senza medico aumenti rapidamente.
Astuti: «Numeri che chiamano in causa la programmazione regionale»
«Quello che emerge dai dati che abbiamo richiesto – spiega Astuti – è un quadro assai preoccupante che chiama in causa soprattutto la programmazione di Regione Lombardia. Da una parte il numero esorbitante, 15.177 cittadini dell’Asst Sette Laghi che oggi sono senza medico di medicina generale. Dall’altra, nell’Asst Valle Olona, dove sono “solo 4.983” i cittadini senza medico, emerge un ulteriore problema che rischia di aggravarsi rapidamente: 37 medici raggiungeranno i 70 anni entro la fine del 2026 e altri 55 entro la fine del 2027, per un totale di 92 professionisti che potrebbero cessare l’attività».
«Di fronte a numeri di questa portata serve una strategia strutturale – sottolinea il consigliere dem –: non una successione di interventi tampone come gli ambulatori medici temporanei, che possono essere utili nell’emergenza ma non possono diventare la risposta ordinaria alla carenza di medici di medicina generale».
Uno dei nodi indicati da Astuti riguarda le condizioni nelle quali operano i medici di famiglia e la difficoltà ad attirare nuovi professionisti.
«Bisogna rendere questa professione più attrattiva, soprattutto per i giovani medici – aggiunge Astuti –. Oggi il medico di medicina generale è spesso costretto a dedicare una quantità enorme di tempo alla burocrazia, alle procedure amministrative e al lavoro davanti al computer, sottraendolo alla relazione con i propri pazienti».
«Regione Lombardia deve quindi intervenire su più fronti: dalla semplificazione del lavoro dei medici al rafforzamento del personale di supporto, fino a una vera politica di ricambio generazionale e di valorizzazione della medicina territoriale», conclude Astuti.
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