Lombardia seconda in Italia per spesa ai gettonisti in sanità: 207 milioni in due anni
L'indagine Anac fotografa un fenomeno nato durante il Covid e ormai diventato ordinario. La regione, con una spesa di oltre 207 milioni in due anni, è seconda in Italia dopo la Sardegna. Il segretario Anaao: «I soldi ci sono, mancano le scelte»
Oltre 207 milioni di euro in due anni. È la spesa raggiunta in Lombardia dalla domanda del Servizio sanitario regionale per servizi di fornitura di personale medico, infermieristico e sanitario esternalizzato. Una cifra che colloca la regione al secondo posto in Italia, dietro soltanto alla Sardegna, e che racconta quanto il fenomeno dei cosiddetti “gettonisti” sia ormai lontano dalla dimensione emergenziale nella quale era nato.
A fotografare la situazione è il nuovo rapporto dell’Autorità nazionale anticorruzione sulla domanda del Servizio sanitario nazionale di servizi di fornitura di personale medico e infermieristico, relativo soprattutto al biennio 2024-2025. La conclusione di Anac è netta: quello che durante la pandemia era uno strumento per rispondere a un’emergenza si è trasformato in una «prassi consolidata» e, in molti casi, in una leva ordinaria per garantire la continuità delle prestazioni negli ospedali.
Lombardia seconda in Italia
Nel biennio 2024-2025 la Lombardia ha registrato affidamenti per 207,39 milioni di euro, davanti al Piemonte (156,78 milioni) e dietro alla Sardegna (328,95 milioni). La spesa passa da 111,71 milioni nel 2024 a 95,68 milioni nel 2025, con un lieve calo che tuttavia non modifica il quadro complessivo: gran parte della cifra, oltre 187 milioni, è contabilizzata sotto la voce generica di “fornitura di personale”. Restringendo l’analisi ai soli codici specifici per medici e infermieri, la Lombardia totalizza 19,63 milioni, comunque tra i valori più alti in Italia insieme a Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
Lo stop di Bertolaso alle cooperative, ma non alla libera professione
Il dato lombardo si inserisce in un contesto in cui l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso era intervenuto già nel 2024 vietando il ricorso alle cooperative di gettonisti negli ospedali lombardi per contenere il fenomeno e la spesa. Il divieto, tuttavia, non ha riguardato i contratti in libera professione, che restano una via percorribile dalle aziende sanitarie anche perché non sottostanno alle regole di bilancio previste per la spesa di personale strutturato.
Il Nord concentra metà della spesa nazionale
Il caso lombardo non è isolato: nel 2024-2025 il 54% dei CIG censiti da Anac è stato acquisito da strutture del Nord, che concentra il 50% della spesa nazionale, contro il 40% di Sud e Isole e appena il 10% del Centro. A livello nazionale la domanda del SSN ha raggiunto 1,064 miliardi di euro nel biennio, in crescita del 15% rispetto al 2024, trainata soprattutto dai servizi classificati come fornitura di personale medico.
Un primo segnale di rallentamento arriva dai dati del primo trimestre 2026, con la Lombardia che resta comunque seconda regione per spesa (2 milioni di euro), ma Anac invita alla cautela: il calo potrebbe essere solo temporaneo.
La replica di Anaao Assomed: «Un miliardo speso per rattoppare, non per assumere»
A commentare i dati dell’indagine è Pierino Di Silverio, segretario nazionale di Anaao Assomed, il principale sindacato dei medici dirigenti in un’intervista rilasciata a QuotidianoSanità. «Il rapporto Anac sui medici gettonisti non mi sorprende – scrive Di Silverio – ed è un paradosso: le aziende sanitarie non possono assumere medici a tempo indeterminato per il tetto di spesa sul personale, ma possono pagare gli stessi professionisti attraverso cooperative o libera professione, a tariffa oraria e senza limiti di budget».
Secondo il sindacato, con il miliardo speso in due anni per i gettonisti si sarebbero potuti assumere stabilmente circa 7.000 medici e 15.000 infermieri a tempo indeterminato. Di Silverio ricorda inoltre che manca ancora il decreto ministeriale sui fabbisogni di personale, fermo al 1988, senza il quale le aziende sanitarie non possono programmare correttamente le assunzioni.
Le richieste del sindacato
Anaao Assomed ha presentato al Governo una proposta di revisione del Dlgs 502/1992, che si articola in sei punti: l’emanazione urgente del decreto sui fabbisogni; lo sblocco effettivo delle assunzioni, oggi frenato proprio dalla mancanza di quel decreto; retribuzioni adeguate alla media europea; una riforma della governance che metta al centro medici e dirigenti sanitari; la depenalizzazione dell’atto medico per contrastare la medicina difensiva; e una riforma della formazione post-laurea attraverso i cosiddetti “learning hospital”.
«Il rapporto Anac ha detto quello che noi diciamo da anni – conclude Di Silverio – Speriamo che adesso qualcuno ascolti. Il Ssn è ancora salvabile. Ma il tempo delle parole è finito. Vogliamo i fatti».
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