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Doppi turni all’Itc Zappa di Saronno: Emanuele Monti chiede un tavolo urgente, Il presidente Magrini: «Già in programma a fine agosto»

Il consigliere regionale: «Investimento importante ma logistica affrontata troppo tardi». Il presidente della Provincia: «Contatti in corso da giugno, offerta di spazi alternativi finora insufficiente»

itc zappa saronno

Il cantiere di riqualificazione dell’ITC Gino Zappa di Saronno, la cui consegna dei lavori è prevista per il 24 agosto con una durata stimata di 366 giorni, apre un fronte critico sull’organizzazione didattica dell’istituto. Gli interventi, che interesseranno progressivamente tre porzioni dell’edificio, comporteranno una riduzione degli spazi disponibili tale da spingere la scuola a ipotizzare lezioni su due turni, mattutine e pomeridiane.

Monti: «Serve un tavolo operativo, non di facciata»

Il consigliere regionale Emanuele Monti riconosce il valore dell’intervento, reso possibile da un finanziamento regionale di oltre 6,1 milioni di euro su un investimento complessivo di circa 6,3 milioni: «È una buona notizia per Saronno e per tutto il territorio», afferma, sottolineando che i lavori «consentiranno finalmente di dare ai nostri ragazzi una scuola migliore».

Il problema, per Monti, non riguarda l’opera in sé ma la gestione dei tempi: «È inaccettabile che adesso, a pochi giorni dall’avvio del cantiere, ci si trovi a dover affrontare una situazione organizzativa così pesante senza che sia stata predisposta per tempo una soluzione logistica adeguata». I

l consigliere richiama le conseguenze concrete paventate dall’istituto stesso, che segnala di non aver individuato ulteriori locali idonei a ospitare contemporaneamente tutte le classi al mattino: «Studenti costretti a frequentare le lezioni nel pomeriggio, difficoltà per le famiglie che lavorano, problemi nell’organizzazione degli accompagnamenti e dei rientri, limitazioni per lo sport e per le altre attività pomeridiane».

Monti chiede quindi la convocazione urgente, già nella prossima settimana, di un tavolo istituzionale che coinvolga dirigente scolastica, rappresentanti di genitori e personale, Ufficio scolastico territoriale e regionale, Comune di Saronno, Provincia di Varese, Regione Lombardia e altri enti locali interessati, con l’obiettivo di «trovare soluzioni logistiche immediate che consentano di evitare o ridurre drasticamente il ricorso ai doppi turni», verificando ogni possibilità: edifici pubblici disponibili, strutture di altri enti, collaborazioni tra istituti. «Il tempo per improvvisare è finito», conclude il consigliere.

Magrini: «Contatti già da giugno, incontro allargato a fine agosto»

A rispondere è il presidente della Provincia di Varese, Marco Magrini, che ricostruisce la tempistica degli interventi già avviati: «A giugno abbiamo comunicato che si era conclusa la parte burocratica e che in agosto avremmo affidato l’area di cantiere. Da allora abbiamo avuto incontri con gli altri dirigenti scolastici e con la sindaca per capire se ci fossero spazi alternativi». Magrini ammette però le difficoltà incontrate finora: «Purtroppo la ricognixione ha portato a risultati insufficienti: un’aula in una scuola, due aule in un’altra… insomma un’alternativa inadeguata per l’organizzazione didattica».

Il presidente conferma che è già in programma, per fine agosto, una nuova riunione con tutte le parti coinvolte, compreso il dirigente dell’Ufficio scolastico, aperta anche ad altri soggetti: «Se il consigliere regionale Monti o altri consiglieri vorranno partecipare saranno invitati». Sul fronte trasporti, Magrini assicura un impegno diretto della Provincia: «Parleremo con l’Agenzia del Trasporto Pubblico per assicurare il servizio a tutti gli studenti».

Magrini ribadisce infine l’importanza dell’opera, definendola «essenziale per la scuola» e non rinunciabile, e coglie l’occasione per rilanciare un tema più ampio: quello della programmazione futura dell’edilizia scolastica provinciale, alla luce del calo demografico degli studenti previsto nei prossimi anni. «È venuto il momento di programmare seriamente il futuro del nostro sistema scolastico investendo su edifici efficienti, confortevoli e adeguati», sottolinea, ricordando di aver lanciato la proposta già due anni fa: «Si va verso il ridimensionamento delle scuole: sarebbe meglio gestire la riorganizzazione e non subirla».

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Pubblicato il 21 Agosto 2026
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