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Sicurezza alimentare, 846 controlli di Ats Insubria in sei mesi: due ispezioni su tre riguardano la ristorazione

Le verifiche di Ats Insubria hanno riguardato 647 attività, selezionate in base al livello di rischio e controllate senza preavviso. Adottati 352 provvedimenti, tra cui 25 chiusure e quattro sequestri

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Sono 846 i controlli ufficiali effettuati dal Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione di ATS Insubria nei primi sei mesi del 2026. L’attività di vigilanza ha coinvolto 647 imprese della filiera agroalimentare, con una media di circa 1,3 verifiche per ciascuna attività controllata.

Il bilancio semestrale restituisce l’immagine di un sistema di prevenzione concentrato sulle situazioni considerate più esposte a possibili criticità. Nel territorio di competenza dell’Agenzia risultano infatti presenti 16.959 attività produttive del settore alimentare: le verifiche non vengono distribuite indistintamente, ma programmate sulla base di criteri di rischio, dando priorità alle imprese e ai comparti che richiedono maggiore attenzione. I controlli vengono inoltre effettuati senza preavviso, fatta eccezione per le attività di audit.

Il 66% dei controlli nella ristorazione

La parte più consistente dell’attività ispettiva ha riguardato la ristorazione, alla quale è stato destinato il 66 per cento dei controlli. Il 22 per cento delle verifiche ha interessato il commercio, il 9 per cento le attività di produzione e il 3 per cento la distribuzione all’ingrosso. Le ispezioni hanno quindi coperto tutte le fasi della filiera, dalla produzione alla somministrazione e alla vendita finale al consumatore.

Nel corso del semestre sono state accertate complessivamente 93 violazioni: 85 hanno determinato sanzioni amministrative, tre hanno portato a diffide e cinque alla trasmissione di notizie di reato all’autorità giudiziaria.

Ancora più ampio il numero dei provvedimenti adottati per eliminare le criticità e impedire che potessero ripetersi: 352 in totale. La maggior parte, 240, è costituita da prescrizioni per non conformità considerate minori, attraverso le quali agli operatori viene richiesto di correggere entro tempi definiti le irregolarità riscontrate.

Disposte 25 chiusure e 4 sequestri amministrativi o penali

Nei casi più rilevanti, tuttavia, l’intervento è stato immediato: sono state disposte 25 chiusure di attività e quattro sequestri amministrativi o penali. Il bilancio comprende inoltre tre ulteriori azioni penali, cinque indagini avviate per sospette non conformità e 75 altri provvedimenti o ordinanze.

Importanza della prevenzione

I numeri evidenziano, dunque, un’attività che non si limita all’applicazione delle sanzioni, ma punta soprattutto alla prevenzione. La prevalenza delle prescrizioni correttive mostra come gran parte degli interventi sia orientata a riportare rapidamente le attività entro gli standard previsti. Le chiusure, i sequestri e le segnalazioni all’autorità giudiziaria rappresentano invece gli strumenti utilizzati quando le condizioni riscontrate richiedono misure più incisive.

«I risultati ottenuti confermano il valore di un sistema di controllo fondato sulla prevenzione e sulla gestione del rischio – commenta la direzione di ATS Insubria –. Garantire alimenti sicuri significa proteggere la salute dei cittadini e promuovere una cultura della qualità e della responsabilità condivisa tra operatori del settore, istituzioni e consumatori».

L’obiettivo dichiarato non è infatti quello di svolgere un’attività esclusivamente punitiva, ma di individuare i rischi prima che possano raggiungere il consumatore, promuovendo corrette pratiche alimentari e condizioni di concorrenza leale tra le imprese.

ATS Insubria invita infine i cittadini a contribuire al sistema di vigilanza, leggendo con attenzione le etichette, scegliendo prodotti sicuri e segnalando ai servizi competenti eventuali criticità riscontrate.

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Pubblicato il 16 Luglio 2026
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