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Scavalcano per rubare a Vedano Olona ma il vicino di casa li sorprende: arrestato un 22enne, il giudice dispone il divieto di dimora in provincia di Varese

Il giovane, assistito dall'avvocato Greta Furlin, è accusato di aver agito insieme ad altri complici, al momento rimasti ignoti. Refurtiva riconsegnato, il ragazzo si è scusato e ha spiegato di aver agito per stato di necessità

Carabinieri Gravellona Toce

È stato arrestato nella giornata di giovedì 2 luglio un cittadino cileno del 2003, residente a Milano, ritenuto coinvolto in un furto in abitazione avvenuto a Vedano Olona. L’arresto è stato convalidato dal giudice, che ha però escluso la custodia cautelare in carcere, disponendo nei suoi confronti il divieto di dimora nella provincia di Varese e l’obbligo di presentazione due volte al giorno alla polizia giudiziaria competente per il luogo di domicilio.

Il giovane, assistito dall’avvocato Greta Furlin, è accusato di aver agito insieme ad altri complici, al momento rimasti ignoti. Secondo la ricostruzione, il gruppo avrebbe raggiunto l’abitazione a bordo di un’auto a noleggio e, dopo aver scavalcato la recinzione della proprietà, avrebbe messo a segno il furto.

Determinante si è rivelato l’intervento di un vicino di casa, agente della polizia locale, che ha notato gli uomini mentre scavalcavano la recinzione. Dopo aver allertato immediatamente i carabinieri, li ha inseguiti. I malviventi sono quindi risaliti sull’auto e si sono dati alla fuga, ma, sentendosi braccati, hanno abbandonato il veicolo per proseguire a piedi. Mentre alcuni complici sono riusciti a far perdere le proprie tracce, uno di loro è stato bloccato dai carabinieri della stazione di Malnate.

L’arresto è avvenuto in un’ipotesi di quasi flagranza di reato, poiché il giovane è stato rintracciato subito dopo il fatto con la refurtiva ancora nello zaino. Tutti gli oggetti sottratti sono stati immediatamente restituiti al proprietario dell’abitazione.

Nel corso dell’udienza di convalida, il pubblico ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. Il giudice, accogliendo invece la richiesta della difesa, ha applicato una misura meno afflittiva.

Il giovane non ha risposto alle domande durante l’interrogatorio, ma ha reso spontanee dichiarazioni nelle quali ha ammesso le proprie responsabilità, formalizzando anche le scuse alla persona offesa. «Ho sbagliato, so che non si deve fare. Ho agito perché avevo bisogno di denaro e non sapevo come procurarmelo», ha dichiarato in sostanza davanti al giudice.

Secondo quanto riferito dalla difesa, il 22enne vive da solo a Milano, è privo di familiari in Italia e si trova in una situazione di forte difficoltà economica. Non avendo trovato un’occupazione, avrebbe deciso di commettere il furto per riuscire a pagarsi il posto letto.

Il procedimento è stato rinviato al 18 settembre, data fissata per la prosecuzione del processo.

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Pubblicato il 03 Luglio 2026
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