Da Cogliate a Palermo per raccontare una strage dimenticata: Nicholas Ninno interviene alla commemorazione di Ciaculli
Lo studente di Scienze storiche dell'Università degli Studi di Milano è intervenuto alla cerimonia ufficiale dedicata alle sette vittime della strage di Ciaculli, oggetto della sua tesi di laurea
A soli 23 anni è riuscito a portare il suo lavoro di ricerca in uno dei luoghi simbolo della memoria antimafia. Nicholas Ninno, studente di Scienze Storiche all’Università degli Studi di Milano, residente a Cogliate, è stato invitato a intervenire alla commemorazione ufficiale della strage di Ciaculli, a Palermo, l’eccidio del 30 giugno 1963 in cui persero la vita sette appartenenti alle forze dell’ordine, tema della sua tesi di laurea.
Un riconoscimento importante per un giovane che da alcuni anni dedica gran parte del suo tempo allo studio della criminalità organizzata e alla divulgazione sui social attraverso una pagina interamente dedicata alla storia delle mafie.
Un intervento alla commemorazione ufficiale
Partecipare alla cerimonia non è stato semplice. Come racconta lo stesso Ninno, l’autorizzazione è arrivata solo dopo un lungo iter burocratico che ha coinvolto Prefettura, Carabinieri ed Esercito: «Fino all’ultimo non sapevo se avrei potuto parlare. Avevo quasi perso le speranze, ma alla fine il mio intervento è stato autorizzato», racconta.
Durante la commemorazione Nicholas ha avuto modo di riassumere il lavoro di ricerca sviluppato nella sua tesi di oltre 220 pagine: «Ho cercato di condensare tutto in una pagina, ricordando innanzitutto le sette vittime della strage e condividendo le conclusioni a cui sono arrivato con il mio studio».
Una passione nata tra cinema e scuola
L’interesse per la storia della mafia nasce qualche anno fa, quasi per caso: «Dopo il periodo della pandemia ho visto “Il traditore” di Marco Bellocchio, dedicato alla figura di Tommaso Buscetta. Quel film mi ha aperto un mondo e da lì ho iniziato ad approfondire l’argomento».
La vera svolta arriva però nel 2022 grazie a un insegnante del liceo linguistico frequentato da Nicholas: «Il professore di storia dedicò un intero modulo di educazione civica alla storia della mafia, affrontando anche vicende meno conosciute rispetto alle stragi di Capaci e via D’Amelio. Da quel momento ho capito che volevo approfondire proprio quelle pagine meno raccontate».
Proprio la strage di Ciaculli, spesso poco conosciuta al grande pubblico, è diventata così il tema della sua tesi di laurea.
Dalla tesi ai social
Una volta conclusa la prima fase del suo percorso universitario, con la laurea triennale, Nicolas ha deciso di non lasciare quel lavoro chiuso in un cassetto.
«Mi sono chiesto perché tenere tutta quella ricerca solo per me. Così ho aperto Memorie di mafia, una pagina Instagram dedicata alla criminalità organizzata, dove realizzo personalmente ogni contenuto: dalla ricerca delle fonti fino alla grafica».
Un progetto nato per passione che gli ha già permesso di entrare in contatto con persone che da anni si occupano di memoria e legalità.
«In questo primo anno ho avuto l’opportunità di conoscere il fratello di Paolo Borsellino, la nipote di Peppino Impastato e tanti familiari di vittime della mafia. Sono incontri che mi hanno arricchito moltissimo».
Lo sguardo al futuro
Dopo la triennale, Nicholas sta proseguendo gli studi con la magistrale in Scienze storiche all’Università degli Studi di Milano e non esclude che questa passione possa trasformarsi un giorno in un lavoro.
«Per ora è un progetto che porto avanti nel tempo libero, ma spero di poter continuare a occuparmi di questi temi anche in futuro. Credo sia importante raccontare non solo le vicende più conosciute, ma anche quelle meno note che rischiano di essere dimenticate».
L’intervento a Palermo rappresenta un primo importante traguardo, ma anche un punto di partenza per continuare un percorso di studio e divulgazione che, nonostante la giovane età, lo ha già portato a essere protagonista di una commemorazione ufficiale in uno dei luoghi simbolo della lotta alla mafia.
Qui sotto il link per riascoltare l’intervista di Nicholas Ninno a Radio Materia
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