La Via Ritrovata entra nel vivo: si conclude la prima fase del progetto che unirà gli scavi di Castelseprio e il Monastero di Torba
Si sta concludendo in questi giorni la prima fase del progetto promosso dal Parco Pineta e dall'Istituto Oikos per ricostruire l'antico percorso tra il Castrum di Castelseprio e il Monastero di Torba
Un sentiero che per secoli ha collegato due dei luoghi più importanti della storia del territorio e che presto tornerà a essere percorribile. È entrato nella fase operativa “La Via Ritrovata”, il progetto di riqualificazione ambientale e sentieristica che punta a ricostruire l’antico collegamento tra il Parco Archeologico di Castelseprio, patrimonio UNESCO, e il Monastero di Torba, bene del FAI. Proprio in questi giorni si sta concludendo la prima fase dei lavori, dedicata alla messa in sicurezza del bosco.
Promosso dal Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate insieme all’Istituto Oikos, in collaborazione con il FAI e con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, il progetto restituirà continuità a un percorso storico oggi interrotto, trasformandolo in un itinerario immerso nella natura e accessibile ai visitatori.
Un collegamento “ovvio” che mancava da decenni
«Questo è un progetto che mi piacerebbe definire ovvio – racconta Alessandro Nicoloso, dottore forestale e paesaggista che ne segue la progettazione – Ci sono due poli culturali di straordinaria importanza, gli scavi archeologici di Castelseprio e il Monastero di Torba, che in linea d’aria sono vicinissimi. Eppure, a causa della morfologia del territorio e di un bosco rimasto senza gestione per decenni, erano di fatto impermeabili al passaggio».
L’obiettivo è proprio quello di restituire il collegamento originario tra il Castrum e il monastero, valorizzando non solo il patrimonio storico e archeologico, ma anche quello naturalistico: «Tra i due siti ci sono elementi paesaggistici di grande valore, come le spettacolari bastionate di conglomerato, che oggi quasi nessuno conosce perché sono difficili da raggiungere. Il progetto permetterà di scoprirle lungo il percorso».
Conclusa la prima fase, la messa in sicurezza del bosco
«Abbiamo lavorato dal punto di vista selvicolturale, eliminando gli alberi già caduti, morti o pericolanti. Se quest’area dovrà essere frequentata dal pubblico, è indispensabile ridurre al minimo le situazioni di rischio», spiega Nicoloso. Un intervento tutt’altro che semplice. L’assenza di strade di accesso ha reso necessario l’utilizzo dell’elicottero per rimuovere gli ultimi tronchi.
«In questi giorni stiamo completando proprio questa operazione. Con la conclusione del diradamento termina la prima fase del progetto, indispensabile per procedere alla definizione dei sentieri e alla riqualificazione del bosco stesso».
In autunno nasceranno i nuovi sentieri
Terminata la messa in sicurezza, prenderà il via la fase più visibile per il pubblico.
A partire dall’autunno inizierà infatti la realizzazione dei nuovi percorsi, già individuati e condivisi nella loro impostazione generale, che collegheranno Castelseprio al Monastero di Torba attraversando il bosco.
Accanto alla nuova rete sentieristica saranno realizzati punti di sosta e spazi che consentiranno ai visitatori di apprezzare sia il patrimonio storico sia gli aspetti naturalistici e geologici dell’area.
Un bosco più naturale, bello e resiliente
L’ultima parte del progetto riguarderà invece il futuro del bosco.
L’obiettivo sarà favorire il ritorno delle specie forestali tipiche dell’area, sostituendo progressivamente la robinia, oggi molto diffusa, con essenze autoctone più adatte all’equilibrio ecologico del territorio.
«Vogliamo ricostruire un bosco più naturale, più stabile e anche più bello da vivere per chi percorrerà questi sentieri», conclude Nicoloso.
Quando sarà completata, La Via Ritrovata permetterà di percorrere nuovamente un itinerario che unisce due luoghi simbolo della storia della Valle Olona, offrendo un’esperienza in cui archeologia, paesaggio e ambiente torneranno a dialogare come hanno fatto per secoli.
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