Laura Campiglio a Materia: “A sinistra l’amore è un happening senza spartito”
Da Karl e Jenny Marx a Togliatti e Nilde Iotti, da Yoko Ono a Che Guevara, fino a Mamdani: passioni, tradimenti e ideali nelle vite private delle icone della sinistra. Amori che diventano anche laboratorio politico
«A sinistra si inventa. A sinistra l’amore è un happening senza spartito in cui si sperimentano davvero nuove cose». È questa l’immagine scelta da Laura Campiglio per raccontare lo spirito del suo libro Il cuore è sempre a sinistra (People editore), presentato a Materia Spazio Libero a Castronno davanti al pubblico riunito nello spazio culturale di VareseNews.
Un viaggio attraverso le vite sentimentali di artisti, intellettuali, rivoluzionari e protagonisti della politica, osservati da una prospettiva insolita: quella delle relazioni, delle fragilità e delle contraddizioni che si nascondono dietro i grandi miti.
«Le storie che ci piace studiare e raccontare sono queste», ha spiegato l’autrice. «Mentre a destra il modello resta quello della famiglia tradizionale, a sinistra si sperimentano davvero nuove cose. La coppia diventa una sorta di laboratorio politico».
Fin dall’inizio Campiglio ha chiarito l’approccio scelto nel libro: «Non ci interessa essere qui a fare il santino di nessuno». Al contrario, l’obiettivo è «prendere questi personaggi che sono in questa ideale teca del pantheon progressista, tirarli giù da questa teca e restituirli a una dimensione più umana».
Per farlo ha raccontato la storia di Marina Abramović e Ulay, una delle coppie artistiche più celebri del Novecento. Una vicenda che, dietro l’immagine romantica della camminata lungo la Grande Muraglia cinese, nasconde una realtà molto più complessa. «Questa ci è stata raccontata come la storia dell’addio più struggente di sempre», ha osservato Campiglio, spiegando come dietro quel racconto si intreccino tradimenti, aspettative deluse e persino una battaglia legale sui diritti d’autore.

Tra le figure protagoniste del volume c’è anche Karl Marx, ma soprattutto sua moglie Jenny von Westphalen, spesso dimenticata dalla storiografia. Raccontandone la vicenda, l’autrice ha sottolineato il ruolo silenzioso di molte donne che hanno sostenuto uomini diventati celebri: «Jenny Marx poteva essere una di quelle nobildonne colte e indipendenti che oggi raccontiamo come femministe ante litteram. Invece poteva essere soltanto una delle tante donne che tennero insieme il mondo senza lasciare traccia».
Uno dei passaggi più partecipati della serata è stato quello dedicato a Yoko Ono, figura che Campiglio ha voluto sottrarre agli stereotipi costruiti attorno a lei. «Prima di essere la donna che ha fatto sciogliere i Beatles, cosa che sappiamo essere falsa, e prima di essere la vedova di John Lennon, che è riduttivo, è una madre disperata alla ricerca della figlia».
Nel libro trovano spazio anche Angela Davis, Che Guevara, Nelson Mandela e Winnie Madikizela, le attiviste statunitensi Phyllis Lyon e Del Martin e la nuova coppia simbolo della sinistra americana formata da Zohran Mamdani e Rama Duwaji. Storie diverse tra loro ma accomunate dal tentativo di leggere la politica attraverso le relazioni umane.
La conclusione è stata affidata a una delle coppie più note della storia italiana, Palmiro Togliatti e Nilde Iotti, che Campiglio ha definito «a pieno titolo due eroi romantici». Una relazione osteggiata anche all’interno del Partito Comunista ma capace di attraversare gli anni e lasciare un segno profondo nella vita pubblica del Paese.
E proprio con loro l’autrice ha chiuso l’incontro, strappando un sorriso al pubblico: «L’augurio migliore che vi posso lasciare è questo: possiate trovare nella vostra vita qualcuno che vi ami come Togliatti ha amato Nilde Iotti».
Una serata che ha dimostrato come le grandi idee politiche passino anche attraverso le storie private, e come dietro ogni mito si nascondano persone vere, con le loro passioni, le loro debolezze e le loro scelte.
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