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Dalla Foresta Nera alla montagna dei varesini, così gli Amici del Campo dei Fiori hanno onorato il Caravati

Il progetto della Via del Caravati ha permesso di recuperare e proteggere nove sculture realizzate nella roccia da un artigiano che lavorò tra Varese, la Svizzera e la Germania

amici del campo dei fiori maria boldetti e angelo del corso


Trent’anni di impegno per la tutela del Campo dei Fiori, tra manutenzione dei sentieri, valorizzazione del patrimonio storico e promozione della cultura della montagna. È il racconto emerso nella nuova puntata di Soci All Time, la trasmissione di Radio Materia realizzata in collaborazione con CSV Insubria, che ha ospitato i rappresentanti dell’associazione Amici del Campo dei Fiori Angelo Del Corso, tra i fondatori, e Maria Boldetti, segretaria dell’associazione.

Nel corso della trasmissione è stata ripercorsa la storia del sodalizio, nato come gruppo di volontari impegnato nella cura dei percorsi escursionistici del massiccio varesino e diventato nel tempo un punto di riferimento per iniziative culturali, ambientali e di valorizzazione del territorio.

Dai sentieri alla valorizzazione della memoria

L’associazione ha ampliato negli anni il proprio raggio d’azione, collaborando con l’Ente Parco Campo dei Fiori e con numerose realtà locali per promuovere una frequentazione consapevole della montagna.

Tra i progetti più significativi c’è il recupero delle opere di Edoardo Caravati, uno scalpellino varesino che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento lasciò una testimonianza originale del proprio passaggio sui sentieri del Campo dei Fiori.

Chi era Edoardo Caravati

Caravati era un artigiano della pietra che, come molti lavoratori varesini dell’epoca, emigrò temporaneamente all’estero in cerca di occupazione. Lavorò nella Foresta Nera, in Germania, e nelle Alpi svizzere, prima di rientrare nel Varesotto intorno al 1911.

Il suo ritorno coincise con una stagione di grande fermento edilizio per la città di Varese, caratterizzata dalla realizzazione di importanti opere in stile Liberty, tra cui il Grand Hotel Campo dei Fiori e la funicolare.

Abitava a Luvinate e ogni giorno percorreva a piedi i sentieri della montagna per raggiungere i cantieri. Durante il tragitto si fermava a scolpire direttamente nelle rocce affioranti lungo il percorso.

Figure scolpite nella roccia

Le opere di Caravati rappresentano soprattutto soggetti religiosi e popolari. Figure semplici, essenziali, realizzate nella pietra calcarea che caratterizza il massiccio del Campo dei Fiori.

La particolarità di queste sculture è che cambiano aspetto a seconda della luce e delle ombre che si formano durante la giornata. Più che per il loro valore artistico in senso stretto, sono considerate una testimonianza preziosa del rapporto profondo che l’autore aveva con il territorio.

Nasce “La Via del Caravati”

Dalla riscoperta di queste opere è nato uno dei progetti più importanti degli Amici del Campo dei Fiori: la creazione del sentiero “La Via del Caravati”.

L’iniziativa è partita dal recupero di un crocefisso scolpito nella roccia che rischiava di deteriorarsi definitivamente. Da lì è iniziato un lavoro di ricerca e valorizzazione svolto insieme alla famiglia Caravati, all’associazione Arte and Run, al Comune di Luvinate e all’Ente Parco.

Oggi il percorso collega nove sculture distribuite lungo la montagna ed è articolato in due anelli: uno più impegnativo che sale da Luvinate verso la vetta e uno più semplice, sviluppato in quota e adatto a un pubblico più ampio.

Un patrimonio da conservare

I volontari hanno inoltre effettuato interventi di restauro conservativo per proteggere le opere dall’azione di muschi, licheni ed erosione, mantenendo inalterata l’autenticità delle sculture.

Il sentiero è stato inaugurato ufficialmente nel 2024 alla presenza delle istituzioni locali. Alla cerimonia ha partecipato anche il sindaco della cittadina della Foresta Nera dove Caravati aveva lavorato, in un ideale ponte culturale tra i luoghi che hanno segnato la vita dello scalpellino.

La montagna come bene comune

L’esperienza della Via del Caravati sintetizza la missione degli Amici del Campo dei Fiori: custodire il patrimonio naturale e storico della montagna varesina e renderlo accessibile a tutti.

Attraverso escursioni, attività culturali e interventi di manutenzione, l’associazione continua a promuovere una conoscenza più approfondita del territorio, invitando cittadini e visitatori a scoprire i tesori nascosti del Campo dei Fiori con uno sguardo attento e rispettoso.

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Pubblicato il 18 Giugno 2026
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