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Sicurezza sul lavoro, formazione e welfare: Confcommercio Varese fa il punto

Un'assemblea densa di dati e proposte ha messo al centro il tema degli infortuni, della formazione obbligatoria e degli strumenti di tutela per lavoratori e imprese

Generico 15 Jun 2026

Tre morti a settimana in Lombardia. Trecento denunce di infortuni al giorno. Sono i numeri che il consigliere regionale Samuele Astuti ha portato all’assemblea di Confcommercio Provincia di Varese, numeri che restano sostanzialmente invariati da trent’anni nonostante l’evoluzione normativa. Un dato che non lascia spazio a ottimismi di facciata e che ha impresso un tono urgente a tutta la serata.

Una commissione d’inchiesta, due anni e mezzo di lavoro

Astuti ha presieduto la Commissione d’inchiesta sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro del Consiglio regionale lombardo, che ha concluso i propri lavori a fine 2024 con una relazione approvata in aula a febbraio 2025. Un documento frutto di audizioni con associazioni di categoria, sindacati, università, ATS e ispettorati, che ha prodotto una mappatura dettagliata del fenomeno e un pacchetto di proposte sia a livello nazionale che regionale.

I dati emersi disegnano un profilo preciso delle vittime: la fascia d’età più colpita è quella tra i 40 e i 54 anni, con picchi tra i giovanissimi al primo impiego e chi si avvicina alla pensione. Il 25% delle vittime sono lavoratori stranieri, con il tema della comprensione linguistica che torna come nodo cruciale, specie in agricoltura e costruzioni. Tre vittime su quattro di infortuni non mortali sono uomini. I settori più esposti restano agricoltura, costruzioni, metalmeccanica e logistica.

Un elemento che Astuti ha sottolineato con forza: la grande maggioranza degli infortuni gravi e mortali si concentra in aziende non iscritte ad alcuna associazione di categoria. L’appartenenza associativa, ha detto, porta un valore aggiunto misurabile in termini di sicurezza.

Tra le proposte emerse dalla commissione figurano il potenziamento del personale ispettivo, il maggiore coordinamento tra enti di vigilanza, la mediazione linguistica strutturata, la riforma della formazione esperienziale, la valorizzazione della figura del tecnico della prevenzione, professione che oggi stenta ad attrarre candidati anche per retribuzioni inadeguate nel settore pubblico. E poi la partecipazione attiva dei lavoratori, richiesta avanzata per prima proprio da Confindustria durante le audizioni.

Il nodo della qualità formativa e dei “diplomi facili”

Il tema della formazione è stato al centro anche degli interventi sulla legge regionale 132, approvata dopo la relazione della commissione per regolamentare gli enti formativi accreditati. Il problema è noto: esistono soggetti che, di fatto, garantiscono il raggiungimento di attestati senza vera formazione. La legge è però ancora parzialmente inapplicata, in attesa della piattaforma regionale e di quattro decreti attuativi su cinque ancora mancanti.

I numeri di Confcommercio Uniascom: 495 corsi, 4.138 partecipanti

Sul fronte della propria attività, Confcommercio Uniascom Varese ha presentato i risultati 2025 attraverso la relazione di Lino Gallina: 495 corsi erogati, 3.484 ore di formazione, 4.138 partecipanti totali, di cui 1.717 dipendenti e 2.421 imprenditori e collaboratori. I corsi coprono cinque aree principali: formazione generale e specifica dei lavoratori ai sensi dell’art. 37, primo soccorso, antincendio ed emergenza, ruoli aziendali della sicurezza (RSPP, RLS, preposti), attrezzature e mansioni specifiche. L’erogazione avviene in tre modalità: 339 corsi in presenza, 80 sincroni online, 76 asincroni, con cinque sedi territoriali operative tra Varese, Gallarate e Malpensa, Busto Arsizio, Saronno e Luino.

L’Organismo Paritetico e il libretto formativo digitale

Alessandro Castiglioni, presidente dell’Organismo Paritetico Provinciale (OPP) costituito da Confcommercio Uniascom Varese insieme a Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL, ha illustrato l’attività dell’ente, iscritto dal 2023 al Repertorio Nazionale presso il Ministero del Lavoro, che conta 2.078 aziende aderenti. L’84% ha aderito al sistema di rappresentanza territoriale (RLST), mentre il 16% ha un rappresentante interno per la sicurezza. Cinque sono i rappresentanti territoriali attivi per tutta la provincia.

Il progetto di punta presentato in assemblea è il Libretto Formativo della Sicurezza per i Lavoratori: una piattaforma digitale gratuita, accessibile da www.entibilaterali.va.it, che offre un sistema centralizzato per la gestione di tutti gli attestati di formazione. Per le aziende significa archiviazione centralizzata, notifiche automatiche sulle scadenze dei corsi di aggiornamento, semplificazione amministrativa ed esportazione dei dati in formato report. Per i lavoratori significa un vero passaporto professionale: la propria storia formativa consultabile, portabile e riconoscibile anche in caso di cambio di occupazione.

La piattaforma, presentata l’anno scorso al Ministero del Lavoro, è online da poche settimane. L’obiettivo dichiarato è farne una buona prassi replicabile anche ad altri comparti e territori.

Welfare, sanità integrativa e qualità dell’aria indoor

La consigliera regionale Romana Dell’erba ha allargato il campo alle opportunità di welfare che le imprese già oggi possono mettere a disposizione dei propri lavoratori, a partire dagli strumenti di sanità integrativa come il Fondo Est, spesso sottoutilizzati per scarsa conoscenza. Ha invitato le associazioni di categoria a investire in attività di promozione e divulgazione per far percepire concretamente il valore di questi strumenti.

Romana Dell’erba ha poi annunciato un proprio emendamento, approvato in Consiglio regionale nell’ambito della legge ordinamentale, che riguarda la qualità dell’aria indoor nei grandi luoghi di pubblico accesso: superare l’obbligo di sanificazione annuale degli impianti di ventilazione a favore di un sistema di monitoraggio differenziato per categoria di rischio, con intervento dell’imprenditore solo al verificarsi effettivo di situazioni critiche. Un tema che tocca da vicino anche il settore dell’ospitalità, incluse le strutture ricettive non tradizionali.

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Pubblicato il 17 Giugno 2026
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