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Castiglione Olona riscopre la dolcezza della “Madonna Magenta” dopo il restauro

L'opera inizialmente attribuita a Masolino da Panicale, segnata dalla devozione popolare e da un clamoroso furto nel 1986, torna protagonista a Castiglione Olona. Venerdì 22 maggio la presentazione del restauro

Castiglione - Madonna Magenta

Il Museo della Collegiata di Castiglione Olona presenta un nuovo restauro dedicato a una delle opere più particolari custodite nelle proprie collezioni: la “Madonna Magenta”. L’appuntamento è in programma venerdì 22 maggio alle 18 con ingresso libero e rappresenta un nuovo tassello nel percorso di valorizzazione del patrimonio artistico promosso dal museo.

L’opera prende il nome da Palazzo Magenta, dove era collocata fino al 1980, sotto l’arcone all’inizio della salita verso la Collegiata. In quell’anno fu sostituita da una copia per essere trasferita all’interno del museo e protetta dalle intemperie e dai rischi legati alla permanenza sulla pubblica via.

Un’opera tra devozione e arte lombarda

L’anconetta raffigura la Madonna con il Bambino e, nella lunetta superiore, tre sante inserite all’interno della cornice originale quattrocentesca. Sul retro compare invece lo stemma della famiglia milanese Pecchi.

Nonostante il deterioramento della superficie pittorica, l’opera conserva ancora elementi di grande intensità espressiva, come il gesto del Bambino che bacia la guancia della Madre o i dettagli del volto di santa Caterina d’Alessandria.

Gli studi storici e artistici hanno progressivamente escluso l’antica attribuzione a Masolino da Panicale, collocando invece il dipinto nel contesto della pittura lombarda della fine del Quattrocento. Tra i nomi più frequentemente associati all’opera compare quello di Bernardino Butinone, artista attivo anche nel territorio varesino e a Santa Maria del Monte.

Il restauro e le indagini scientifiche

Il restauro è stato realizzato da Isabella Pirola sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, rappresentata dalla funzionaria Benedetta Chiesi.

Prima dell’intervento sono state eseguite analisi scientifiche curate da Gianluca Poldi attraverso immagini multispettrali, microscopia e spettrofotometria, utili a individuare pigmenti, parti originali e restauri successivi. Le indagini hanno evidenziato anche una vernice fortemente ossidata e numerose integrazioni accumulate nel tempo.

Il lavoro di restauro ha consentito di recuperare leggibilità all’opera e valorizzare anche la cornice coeva.

Il sostegno dei “Gatti Spiazzati”

Il restauro è stato promosso dalla Parrocchia Beata Vergine del Rosario di Castiglione Olona con il contributo dell’associazione milanese “Gatti Spiazzati aps”, dedicato alla memoria dei soci fondatori Marco Giangrandi e Onofrio Mastromarino.

L’associazione nasce nel 2017 da persone che hanno vissuto esperienze di marginalità sociale e che oggi promuovono percorsi culturali e camminate urbane legate alla memoria dei luoghi. Un sostegno considerato particolarmente significativo per un’opera che ha trascorso gran parte della propria storia “sulla strada”, esposta alla devozione popolare.

Una storia segnata anche da un furto

Tra le curiosità legate alla “Madonna Magenta” anche il furto avvenuto nel settembre del 1986, quando l’opera venne rubata insieme ad altri dipinti e oggetti liturgici dal museo della Collegiata.

La vicenda ebbe grande eco nazionale e si concluse pochi giorni dopo con il recupero delle opere a Varese e l’arresto dei responsabili.

La presentazione pubblica del restauro vedrà gli interventi dell’arciprete don Ambrogio Cortesi, della funzionaria della Soprintendenza Benedetta Chiesi, del presidente dei Gatti Spiazzati Aldo Scaiano, della conservatrice del museo Laura Marazzi, dello studioso Gianluca Poldi e della restauratrice Isabella Pirola.

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Pubblicato il 12 Maggio 2026
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