Lurago Marinone capitale della birra artigianale con la festa dei trent’anni del Birrificio Italiano
Il fondatore, Agostino Arioli: «Il bilancio di questa storia lo riassumiamo oggi, con tanti amici arrivati qui a celebrare la ricorrenza». In municipio il convegno con ospiti italiani e stranieri, nel pub il pranzo di compleanno
Nel suo piccolo – circa 2.600 anime – Lurago Marinone è comunque una capitale d’Italia. Quella della birra artigianale. Qui, nel centro del paese incastonato tra Comasco, Altomilanese e Basso Varesotto, trent’anni fa decollò un’avventura che ha fatto la storia di questo settore: quella del Birrificio Italiano nato da un’idea di Agostino Arioli (di recente eletto “Birraio dell’Anno”), tutt’ora saldamente al comando della sua creatura.
Per celebrare l’anniversario, a Lurago si sono dati appuntamento molti dei nomi italiani (ma c’era anche qualche straniero) più rappresentativi del settore della birra indipendente: il municipio ha ospitato un convegno nel quale le varie anime – produttori, divulgatori, commercianti – hanno fatto il punto della situazione, mentre è stato proprio “Il birri”, il locale dove tutto è nato, ad aprire le porte per un pranzo speciale.
Cinque le birre nel menu, abbinate ad altrettanti piatti curati e ricercati. Nel bicchiere non poteva mancare la Tipopils, la birra nata dall’inventiva di Arioli e divenuta nel mondo la capostipite dello stile Italian Pils; le altre delizie servite sono state la Asteroid 56013, la Sogno Lucido, la Huxley e soprattutto la Amber Shock, una delle primissime ricette pensate prima dell’apertura del birrificio. Questa versione di Amber Shock è stata realizzata appositamente per il trentennale e sarà disponibile dal 9 aprile.
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«Il bilancio di questi anni si misura proprio nella giornata di oggi – dice Ago – con tutte le persone che sono venute fino a Lurago Marinone a festeggiare con noi e a parlare di birra artigianale. Parliamo di un fenomeno che anch’esso compie 30 anni e questa è la misura del successo di quello che abbiamo fatto finora: è grande ed entusiasmante, sono molto soddisfatto».
Lo stesso Arioli ricorda con orgoglio alcuni momenti particolarmente importanti per la sua storia: «Un momento bello è stato quando abbiamo vinto il premio negli Stati Uniti. Eravamo a cena tutti assieme, chiamavano i vincitori sul palco e noi siamo stati premiati con la medaglia d’oro: una grande emozione. Poi ricordo il viaggio quasi iniziatico da Santa Rosa, in California, fino a San Diego con un amico birraio americano: conoscere altri birrai è stato uno dei miei vari battesimi in questo settore».
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