Quattro anni di guerra in Ucraina, l’abbraccio del Varesotto a un popolo martoriato
Da Varese a Saronno, passando per Samarate, sono tante le iniziative ancora attive nel Varesotto per aiutare i rifugiati, spedire aiuti in Ucraina e far sentire la vicinanza delle istituzioni alla popolazione all'alba del quarto anno di guerra
Il 24 febbraio del 2022, i carri armati russi superavano il confine e invadevano l’Ucraina per la seconda volta dopo l’annessione della Crimea e la guerra in Donbass del 2014. Lo stesso giorno, quattro anni dopo, il conflitto si configura a tutti gli effetti come una guerra di logoramento. Nel 2025, la Russia ha occupato circa 5 mila chilometri quadrati nelle regioni di Lugansk e Donetsk, ma l’avanzata resta comunque molto lenta (negli ultimi due anni i russi hanno preso l’1,5% dei territori ucraini).
Il peso del conflitto, però, è enorme. Secondo le stime, la Russia ha perso 1 milione e 200 mila soldati (circa 325 mila uccisi), mentre sono 145 mila i soldati ucraini che hanno perso la vita (in totale sono 600 mila i militari ucraini uccisi, feriti o catturati). A questi numeri, si devono aggiungere 15 mila civili morti e 41 mila feriti.
L’aiuto umanitario dalla provincia di Varese
Fin dall’inizio del conflitto, tante associazioni e cittadini si sono mobilitati per offrire assistenza umanitaria alla popolazione ucraina: dal punto di raccolta al ristorante Branca di Luino (gestito da ucraini), alle spedizioni organizzate in tanti Comuni della provincia (solo per ricordarne alcune: Comabbio, Cocquio Trevisago e Ternate).
Solo nell’ultimo mese, a Samarate sono stati organizzati ben due camion carichi di beni di prima necessità diretti verso l’Ucraina a cura dell’associazione Noi con Voi. L’associazione sta inoltre raccogliendo adesioni per una nuova raccolta di materiali entro il 15 marzo.
L’accoglienza dei rifugiati
Ci sono state poi realtà impegnate nell’aiutare i rifugiati ucraini giunti in provincia di Varese. Il Progetto Accoglienza Ucraini Varese era nato nell’estate 2022 per rispondere all’emergenza grazie a un accordo tra la Protezione civile e la Caritas ambrosiana. L’iniziativa era partita da dieci appartamenti dislocati in cinque comuni della provincia e dell’alto Milanese, ma con il protrarsi del conflitto, si è allargata includendo anche progetti per l’inserimento lavorativo e sociale dei rifugiati.
Tante anche le vicende di famiglie che hanno accolto nelle loro abitazioni parenti, amici e conoscenti ucraini in fuga dalla guerra. A marzo del 2022 a Comabbio sono state accolto tre famiglie costrette a lasciare il loro passato in Ucraina (VareseNews aveva raccontato la loro storia qui). Da Marnate, invece, due giovani erano partite per recuperare la loro “sorella ucraina”, rimasta intrappolata per giorni in un villaggio circondato dai russi (la storia).
Le iniziative a sostegno
A quattro anni esatti dall’inizio del conflitto, in provincia di Varese sono diverse le iniziative organizzate per far sentire il sostegno alla popolazione ucraina.
A Varese, in Piazza Monte Grappa, l’Associazione Anna Sofia ha organizzato una veglia aperta a tutti per ricordare il dramma della guerra. Il programma
A Saronno, invece, l’amministrazione ha esposto la bandiera giallo blu fuori Villa Gianetti. Un gesto ufficiale con il quale il Comune ha aderito all’iniziativa promossa da Nau – Network Associazioni per l’Ucraina.
L’abbraccio agli atleti ucraini a Malpensa
Anche durante il clima festoso delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, ci sono stati momenti in cui si è sentito l’abbraccio della provincia nei confronti degli atleti ucraini. All’aeroporto di Milano Malpensa, la comunità ucraina di Varese ha accolto Yelyzaveta Sydorko, l’atleta di short track designata per portare la bandiera ucraina durante la cerimonia di apertura dei Giochi Invernali.
Sempre a Malpensa, il giorno dopo, i volontari dell’associazione ucraina Regala un sorriso – Ukr hanno accolto anche Kyrylo Marsak, pattinatore artistico di Kherson la cui storia ha catturato l’attenzione anche della stampa giapponese.
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