La docente Insubria Gilda Ripamonti nuova Garante dei diritti dei detenuti a Como
Sarà impegnata per tre anni, con attenzione all’ascolto, alla salvaguardia delle relazioni e ai percorsi di risocializzazione, in particolare nella Casa circondariale del Bassone. «Un passaggio di grande valore istituzionale e civile», afferma il sindaco Alessandro Rapinese
È una docente dell’Università degli Studi dell’Insubria, Gilda Ripamonti, la nuova Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Como. La scelta, avvenuta al termine di una procedura di selezione comparativa, è stata motivata dalla comprovata esperienza maturata nell’ambito del diritto penale, quale ricercatrice, docente e componente del Centro studi sulla Giustizia riparativa e la mediazione dell’Università degli Studi dell’Insubria, nonché dalle «caratteristiche di indipendenza, probità e obiettività» che emergono dal suo profilo professionale e umano, come si legge nel decreto di nomina del 19 gennaio.
Il Garante territoriale rientra tra le figure previste dall’ordinamento per migliorare le condizioni di vita e di inserimento sociale delle persone private della libertà personale. La nomina da parte del Comune di Como circoscrive l’ambito di intervento alle persone detenute o comunque private della libertà personale residenti o dimoranti nel territorio comunale, in particolare nella Casa circondariale del Bassone. L’incarico, a titolo gratuito, ha durata triennale ed è rinnovabile una sola volta.
«La nomina della professoressa Gilda Ripamonti rappresenta per il Comune un passaggio di grande valore istituzionale e civile – afferma Alessandro Rapinese, Sindaco di Como –. La sua comprovata competenza scientifica e professionale in ambito penalistico, unita a un profilo umano improntato a indipendenza, rigore e sensibilità verso i diritti fondamentali, costituisce una garanzia per l’esercizio di un ruolo tanto delicato quanto essenziale. Il Comune di Como mantiene da tempo una collaborazione costante con la Casa circondariale del Bassone, nella convinzione che il dialogo tra istituzioni sia fondamentale per migliorare le condizioni di vita delle persone detenute e favorirne i percorsi di reinserimento sociale. In questo quadro, la sinergia con l’Università degli Studi dell’Insubria rappresenta un valore aggiunto significativo, capace di coniugare competenza, attenzione ai diritti e impegno concreto sul territorio».
«In una realtà detentiva densa di problematicità – dichiara Gilda Ripamonti –, e in presenza di un quadro di scelte legislative tendenti all’inasprimento sanzionatorio, operare come garante dei diritti delle persone private della libertà penso significhi non solo salvaguardare il senso del carcere inteso come extrema ratio attraverso l’articolazione razionale di una esecuzione trattamentale progressiva e la personalizzazione della pena, ma anche promuoverne concretamente l’umanizzazione. Penso quindi a una costante attenzione alla rimodulazione concreta della realtà fattuale dell’esecuzione della pena all’interno dell’attuale compendio normativo in attuazione del dettato costituzionale, e al costante ascolto volto a riconoscere i bisogni, a proteggere i diritti dei detenuti e a salvaguardare le relazioni e gli obiettivi di risocializzazione, irrinunciabili e inscindibilmente connessi alla pena».
Gilda Ripamonti, comasca, classe 1967, docente di Diritto penale progredito e Diritto penale internazionale e giustizia di transizione, afferisce al Didec, il Dipartimento di Diritto economia e culture, con sede a Como. È componente del Consiglio scientifico del Centro Studi sulla Giustizia riparativa e la Mediazione (Cesgrem) dell’Ateneo. Da maggio 2025 fa parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione provinciale dell’ente filantropico Comunità Comasca.
Ripamonti è laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano, ha conseguito il dottorato di ricerca in Diritto penale italiano e comparato all’Università di Pavia, maturando esperienze di studio e ricerca anche in ambito internazionale.
Nel corso della sua carriera all’Insubria, dove è arrivata nel 2002, ha ricoperto diversi incarichi istituzionali, tra cui la partecipazione al Consiglio di amministrazione di Ateneo e alla Giunta di Presidenza del Didec. Si occupa di attività di ricerca sui temi delle cause di giustificazione, della giustizia riparativa, della tutela dei diritti e del rapporto con le vittime di reato e ha contribuito alla realizzazione di iniziative di supporto giuridico in ambito penitenziario, anche in collaborazione con la Casa circondariale di Como.
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