Addio a Nicolas Giani, l’ex difensore della Pro Patria si è spento a 39 anni
Comasco di nascita, cresciuto nel Cassina Rizzardi, giocò due anni a Busto Arsizio. Lo ricorda la cucina Serena Arrighi, sindaca di Lurate Cavccivio: "Non potrò mai dimenticare la forza con cui ha affrontato la malattia negli ultimi mesi"
Il mondo del calcio e dello sport piangono la scomparsa di Nicolas Giani, ex difensore professionista e storico capitano della Spal, spentosi a soli 39 anni a causa di una malattia. Giani, nato a Como nel 1986 e cresciuto calcisticamente nel Cassina Rizzardi, era un volto molto noto anche a Busto Arsizio per aver vestito la maglia della Pro Patria tra il 2006 e il 2008.
Una carriera tra i professionisti e il legame con Busto Arsizio
Dopo i primi passi nel Cassina Rizzardi e il passaggio nel settore giovanile dell’Inter, Giani aveva iniziato una lunga carriera che lo aveva portato a calcare i campi più prestigiosi d’Italia. Per i tifosi della Pro Patria, il suo biennio a Busto Arsizio rappresenta una tappa significativa della sua crescita, prima di diventare il simbolo della rinascita della Spal. A Ferrara, tra il 2014 e il 2017, fu infatti il trascinatore della doppia promozione dalla Lega Pro alla Serie A, entrando di diritto nella storia del club estense.
Il ricordo della sindaca di Lurate Caccivio
Oltre ai successi sportivi con le maglie di Cremonese, Vicenza, Perugia e Spezia, Giani era legato alla sua famiglia e al comune di Lurate Caccivio, dove la cugina Serena Arrighi ricopre la carica di sindaca. Proprio lei ha voluto affidare ai social un ricordo commosso dell’atleta e dell’uomo: «Nicolas era una persona piena di vita e di amore per la sua famiglia e per lo sport. Non potrò mai dimenticare la forza con cui ha affrontato la malattia negli ultimi mesi: non passava giorno senza un suo messaggio, un pensiero, un abbraccio, come se volesse salutare tutti prima di andare via».
Un esempio di forza e coraggio
Nonostante il ritorno della malattia, Giani non aveva perso l’entusiasmo, visitando i parenti e pianificando progetti futuri. «La foto lo ritrae quando venne a trovarmi in Comune in autunno, la malattia era ritornata, ma lui era comunque pieno di entusiasmo e di progetti, con la voglia di fare che lo ha sempre contraddistinto». Le esequie per l’ultimo saluto al campione si terranno a Desenzano, città dove aveva chiuso la carriera agonistica.
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