«Siamo partiti da un’idea semplice: da soccorritori vedevamo troppe volte persone che, prima del nostro arrivo, non avevano potuto o saputo fare nulla. E in certi casi quei minuti fanno la differenza», queste le parole di Emiliano Levis, volontario e anima dell’associazione.
Nella puntata di lunedì 19 gennaio, ai microfoni di Soci All Time, format radiofonico di Radio Materia ideato con Csv Insubria, è stata protagonista l’associazione Cislago Cuore, che da anni è attiva sul territorio.
Un’associazione che da undici anni lavora in silenzio, lontano dai riflettori, ma con un impatto concreto e misurabile: oltre 7mila persone formate alle manovre di rianimazione cardiopolmonare e all’uso del defibrillatore. Numeri che raccontano una storia di impegno, volontariato e responsabilità collettiva.
Cislago Cuore nasce così, dall’esperienza sul campo di volontari della Croce Rossa che decidono di portare la cultura del primo soccorso fuori dalle ambulanze e dentro la vita quotidiana. Il primo obiettivo è ambizioso: rendere Cislago un comune cardioprotetto. Oggi i defibrillatori sul territorio sono una ventina, alcuni mobili, installati anche sui mezzi della Protezione Civile, dei Carabinieri e della Polizia locale. Ma il progetto non si è fermato ai confini comunali.
La formazione nelle scuole, aziende, associazioni e amministrazioni locali
Nel tempo l’associazione è diventata un punto di riferimento per numerosi comuni tra Varesotto e Comasco, formando cittadini, aziende, associazioni sportive e amministrazioni locali. «Dove ci chiamano, andiamo», spiega Levis. «A volte gestiamo direttamente la rete dei defibrillatori, altre volte ci occupiamo soprattutto di formazione. Ma il cuore del lavoro è sempre lo stesso: rendere le persone capaci di intervenire».
Il corso BLSD – cinque ore tra teoria e pratica – insegna a riconoscere un arresto cardiaco, chiamare correttamente il 112, iniziare il massaggio cardiaco e utilizzare il defibrillatore. Un sapere che non è riservato agli addetti ai lavori. Anzi. «Il defibrillatore è importante, ma alla base c’è il massaggio cardiaco. È cultura civica», sottolinea Levis. «In Italia solo il 16% delle persone inizia una rianimazione: è troppo poco».
Per questo Cislago Cuore investe moltissimo sulle scuole. Nelle terze medie il primo soccorso diventa un’esperienza concreta: un manichino per ogni studente, musica in sottofondo per tenere il ritmo giusto delle compressioni, apprendimento attraverso il gioco. «Imparare divertendosi funziona. E quello che impari a 13 anni te lo porti dietro per tutta la vita».
Accanto alle scuole, nascono progetti che allargano ancora di più lo sguardo. Come “Dai un tetto al tuo cuore”, che porta i defibrillatori nei condomìni, luoghi dove gli arresti cardiaci notturni sono più frequenti e dove la rapidità d’intervento può essere decisiva. Oppure il percorso dedicato agli ipovedenti, sviluppato insieme all’Unione Italiana Ciechi: corsi accessibili, con materiali audio e formazione uno a uno. «Ci hanno insegnato tantissimo», racconta Levis. «Una volta che “vedono” con le mani, sono straordinari».
Negli ultimi anni l’associazione ha ampliato anche l’ambito del primo soccorso, introducendo i corsi Stop the Bleed, dedicati al controllo delle emorragie massive. Tecniche semplici, presidi essenziali, conoscenze che possono salvare una vita prima ancora dell’arrivo dei soccorsi.
Cislago Cuore è oggi una rete di circa trenta volontari, quasi tutti istruttori, che mettono tempo ed energie al servizio del territorio. Una rete che funziona perché nasce dalla collaborazione: comuni, associazioni, scuole e cittadini.
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