L’abbraccio e la gratitudine della città per “Piero da Saronno”
L'uomo che per più di 20 anni ha documentato con la sua videocamera la vita, gli eventi e i volti della città è stato ricordato dal prevosto monsignor Giuseppe Marinoni con una parola che più delle altre è risuonata: grazie
La famiglia, tanti amici, gli Alpini, la sindaca Ilaria Pagani con la fascia tricolore e il gonfalone listato a lutto in rappresentanza ufficiale dell’Amministrazione cittadina, l’ex sindaco Augusto Airoldi e tanti amministratori ed ex amministratori, ma anche i rappresentanti del mondo dello sport e delle associazioni. Erano davvero in tanti oggi pomeriggio nella chiesa prepositurale dei Santi Pietro e Paolo per l’ultimo saluto a Piergiuseppe Vellini, per tutti “Piero da Saronno“, scomparso nei giorni scorsi all’età di 86 anni.
L’uomo che per più di 20 anni ha documentato con la sua videocamera la vita, gli eventi e i volti della città è stato ricordato dal prevosto monsignor Giuseppe Marinoni che ha officiato il funerale con una parola che più delle altre è risuonata nella chieda nel cuore della città: grazie.
«Ho di lui un bel ricordo personale – ha detto monsignor Marinoni – Prima di arrivare qui a Saronno mi sono fatto un’idea della città proprio guardando i video di Piergiuseppe e di questo ho avuto modo di ringraziarlo. Credo che proprio grazie sia la parola per salutarlo oggi. Sono tanti i grazie che possiamo dire. Grazie a Piero da Saronno per il servizio che ha svolto per la nostra città, lasciandoci un patrimonio di grande valore. Grazie per la sua vita vissuta intensamente e generosamente, e credo che anche lui possa dire grazie, per l’affetto che lo ha circondato, per la sua bella famiglia, per aver nutrito la sua curiosità, intesa nel senso di voglia di conoscere e di capire. E poi con lui, anche noi dobbiamo dire un grazie importante, il grazie a colui che ha dato a ognuno di noi il dono della vita».
Alla conclusione della cerimonia funebre Piero da Saronno è stato ricordato dal rappresentante saronnese degli Imi, gli Internati militari italiani, con cui ha collaborato per qualche anno, e dagli Alpini che oltre a prestare il picchetto d’onore durante le esequie hanno voluto recitare per lui la “Preghiera dell’Alpino”.
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