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Regole troppo rigide, carenze strutturali e un clima poco sereno, scioperano i ragazzi del Montale di Tradate

Studenti fuori dalle aule nella mattinata di giovedì 6 ottobre per protestare contro le regole dettate dalla dirigente scolastica e le carenze strutturali della scuola. La risposta della preside Giovanna Bernasconi

Tradate - Sciopero all'Istituto Montale

Aule semi deserte e piazzale pieno di ragazzi questa mattina all’istituto tecnico economico Montale di Tradate, dove moltissimi studenti hanno aderito allo sciopero indetto per protestare contro le regole troppo rigide imposte dalla dirigente scolastica nel primo anno di ritorno a scuola dopo il difficile biennio dell’emergenza Covid.

Dei 720 studenti dell’istituto superiore di via Gramsci sono stati pochi quelli che non hanno partecipato all’iniziativa per chiedere di poter vivere la scuola in modo più sereno, in un clima di fiducia, andando oltre le regole ferree imposte dalla emergenza sanitaria.

I quattro studenti rappresentanti del Montale spiegano i motivi che hanno indotto i ragazzi a manifestare contro quello che ritengono l’eccessivo rigore imposto dalla preside Giovanna Bernasconi. «L’anno scolastico è ripreso senza mascherine e con l’abolizione delle principali norme sul distanziamento ma non al Montale, dove la dirigente impone ancora banchi separati ma, soprattutto, di non uscire dalla propria aula durante l’intervallo se non quattro alla volta. Non è più nemmeno possibile andare a ritirare da bere e mangiare al bar del complesso di via Gramsci. Anche andare in bagno o alle macchinette prevede regole rigide, uno alla volta e solo dopo aver firmato sul registro l’orario di uscita e ritorno in aula». Insomma, secondo gli studenti, regole che limitano fortemente il desiderio di vivere la scuola come i ragazzi vorrebbero, soprattutto dopo i due anni del Covid vissuti con regole stringenti.

Gli studenti protestano anche contro i disagi legati a carenze strutturali della scuola: «Non possiamo usare la palestra dove si stanno facendo dei lavori e le attività sono ridotte al minimo. Siccome mancano aule ne sono state ricavate due dai laboratori di informatica, così ne resta solo uno, ma sono inadeguate, con una scarsa illuminazione e scarsa aerazione e dove mancano i banchi. Nella palazzina che serve da sede ausiliaria non si possono aprire le finestre perché entra odore di fogna. E poi abbiamo problemi anche con l’orario dei pullman perché non c’è stato coordinamento tra la scuola e la società di trasporti, e non vengono più accettate giustificazioni se arriviamo in ritardo a causa del trasporto».

Ma oltre a questi problemi concreti quello che i ragazzi vivono con grande difficoltà è il clima che si respira nella scuola: «Da un anno ci sentiamo ripetere sempre di no, a ogni richiesta o proposta – lamentano i rappresentanti, che assicurano di non volersi ripresentare nelle prossime elezioni di istituto – Un’esperienza davvero frustrante. Non abbiamo ottenuto nulla. Siamo stati i rappresentanti più inutili della storia del Montale».

Un disagio che a quanto pare non è solo dei ragazzi. Alcuni insegnanti parlano di un clima per niente sereno: «Quest’anno in particolare c’è un’attenzione alle regole che ci sembra eccessiva e una rigidità che non aiuta a creare un clima disteso, che a scuola è importante».

La dirigente scolastica non si sottrae alle domande, ma parla di “false informazioni” fatte circolare ad arte.

«I motivi dello sciopero non mi sono stati comunicati e per me si tratta di assenza ingiustificata e sto già informando tutti i genitori – ci dice al telefono – La mia posizione è molto semplice: sono la dirigente scolastica e sto facendo il mio lavoro; non accetto di essere accusata di cose non vere, sono stata diffamata e procederò anche legalmente contro chi ha fatto circolare queste informazioni false. La mia risposta è nella circolare 17 pubblicata sul sito della scuola questa mattina e ritengo che si tratti di misure di controllo necessarie, che non ledono la libertà degli studenti».

Nel documento, dove si richiama la circolare 10 riguardante “l’obbligo di vigilanza e le misure organizzative per la prevenzione di eventi dannosi e infortuni”, riservata a docenti e personale Ata della scuola, si legge che “gli alunni possono uscire per andare al bagno o ai distributori automatici di bevande e merendine con permesso del docente in tutte le ore di lezione, per evitare il concentrarsi delle uscite nell’intervallo, e che durante gli intervalli (10 minuti, dalle 10,50 alle 11 e dalle 13 alle 13,10 quando c’è la sesta ora) gli alunni possono uscire nei corridoi a turni di 4 alunni per classe“.

“La turnazione – si spiega – è necessaria per evitare assembramenti (misura anticovid) e permettere uno svolgimento ordinato all’intervallo, e il controllo all’accesso dei servizi igienici”. Per quanto riguarda l’accesso ai servizi igienici prima di accedervi ” gli studenti compilano con nome, cognome e classe la lista posta all’entrata dei servizi presidiata dai collaboratori scolastici”.

E qui la dirigente cita espressamente l’episodio dell’incendio del giugno scorso proprio alla fine dell’ultimo giorno di scuola: “Ricordo che l’8 giugno 2022 è stato appiccato un incendio doloso nei bagni maschili del secondo piano e nonostante l’istruttoria e le indagini tutt’ora in corso non è stato possibile individuare finora i responsabili”.

Quanto al disagio di cui ci hanno parlato alcuni insegnanti  Giovanna Bernasconi rispedisce al mittente ogni accusa: «Questa situazione si è creata dopo la circolare 10 che definisce le regole per gli insegnanti in tema di controllo e sorveglianza. Per alcuni è molto più facile sobillare gli studenti che assumersi le proprie responsabilità».

mariangela.gerletti@varesenews.it
Giorno dopo giorno ho il privilegio di raccontare insieme ai miei colleghi un territorio che offre bellezza, ingegno e umanità. Insieme a te lo faremo sempre meglio.
Pubblicato il 06 Ottobre 2022
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