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Patrocinio ad eventi di associazioni legate all’estrema destra? Lega e Comune di Cislago rispondo alle critiche di Pacchioni

Cislago in Comune aveva recentemente rimproverato l'amministrazione comunale per aver concesso un patrocinio ad una iniziativa di «associazioni legate all’estrema destra». La Lega: "Distorta opinione di democrazia". Il sindaco Calegari: "Mai far vincere pregiudizi e paure"

Generica 2020

“Una distorta opinione di democrazia”. È così che la Lega di Cislago descrive il rimprovero del gruppo Cislago in Comune rivolto al Comune di Cislago, per aver concesso il patrocinio ad una iniziativa di «associazioni legate all’estrema destra».

L’evento dal titolo “Le verità negate. Oltre il tempo e l’oblio sino ai giorni nostri” si è tenuto lo scorso 14 maggio in Villa Isacchi e prevedeva principalmente l’intervento dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate (ANVM) e del Comitato 10 Febbraio.

«L’indirizzo politico delle suddette associazioni, legate all’estrema destra, fa supporre che gli argomenti in programma, non verranno trattati con quella criticità e imparzialità che dovrebbero essere alla base di ogni iniziativa che si dedichi alla crescita culturale della cittadinanza e alla conoscenza della storia, ponendosi invece in contrasto con i principi posti a fondamento della nostra Carta Costituzionale» aveva asserito in seguito all’evento la consigliera di Cislago in Comune Debora Pacchioni.

Polemica a Cislago sull’evento patrocinato dal Comune: “Iniziativa di associazioni legate all’estrema destra”

Una posizione, quella di Cislago in Comune, che la Lega non ha apprezzato: «Oltre che non concordare sulla posizione speriamo che il voler tacere le opinioni altrui non sia volto a “preservare” i cislaghesi dall’ascolto di fatti e idee che evidentemente non riuscirebbero ad elaborare in quanto dotati di scarso senso critico, ma sia dovuto semplicemente alla distorta opinione di democrazia posseduta dal gruppo “Cislago in comune”». 

«La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a Parigi nel 1948 – dichiarano dalla Lega -, afferma che “ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere” (articolo 19). Certo, vi sono limiti a tale principio, e forse mai come in questi ultimi anni li abbiamo esplorati. Riteniamo tuttavia che solo questa possa essere la posizione di ogni forza autenticamente democratica. Se “Cislago in Comune” riteneva che l’esposizione non sarebbe stata obiettiva, avrebbe potuto partecipare al dibattito, come del resto ha fatto il sindaco stesso, per sostenere punti di vista differenti. Oppure avrebbe potuto organizzare un ulteriore evento ove spiegare le proprie opinioni. Chiedere ad una pubblica istituzione di non patrocinare un momento di confronto pubblico non ci pare un’opzione».

«In conclusione, sottolineiamo come non ci possa essere democrazia senza libertà di espressione – continuano dalla Lega -. Non ha senso operare cercando di limitare la libertà di espressione, anzi occorre agire incrementando la partecipazione democratica, migliorando le condizioni per la formazione dell’opinione pubblica e l’esercizio dei diritti politici. Citando Evelyn Beatrice Hall: ”Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”».

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La sala convegni di Villa Isacchi durante l’evento di sabato 14 maggio 

Anche il sindaco di Cislago Stefano Calegari è intervenuto sulla questione spiegando le ragioni per le quali è stato concesso il patrocinio all’evento: «Se il confronto è fondato sul dubbio e sull’idea che solo noi possiamo raccontare la storia, significa che siamo proprio noi ad essere un freno per la costruzione di una società fondata sul dialogo e sul confronto. Io non ho paura di un dibattito, pur con i miei limiti e conoscenze; io non posso, né voglio, dubitare della buona fede delle persone. Se mi si presenta la possibilità di un convegno che racconta di fatti storici effettivamente accaduti, io ho il dovere di appoggiare l’iniziativa e l’obbligo di esserci per, eventualmente, garantire la salvaguardia dei “principi posti a fondamento della nostra Carta Costituzionale”. Se invece, per la sola paura che non vengano rispettati – perché non ci si fida di chi propone l’iniziativa – non ci si mette in gioco, credo che non si voglia davvero il dialogo e la crescita civile e culturale della nostra comunità».

A spiegare lo svolgimento dell’iniziativa la consigliera del gruppo di minoranza “Cartabia Sindaco” Marisa Rimoldi, promotrice dell’evento, che ringrazia il Comune per la concessione del patrocinio e la presenza di rappresentanti dell’amministrazione comunale all’evento: «Sono intervenuti come relatori la professoressa Carla Cruccu (referente dell’associazione CO10F e ANVM)  e l’avvocato Luca Folegani. Siamo molto soddisfatti per la numerosa partecipazione. Il convegno aveva il solo scopo di far conoscere e approfondire alcune pagine della storia purtroppo ancora oggi poco raccontate, nello specifico gli stupri di massa perpetrati dai battaglioni Goumiers (gruppo di soldati irregolari al comando dell’esercito francese) in Italia dal maggio 1943 fino alla fine del 1944. Non è mancata occasione per ricordare la Senatrice dell’allora PCI , Maria Maddalena Rossi, che per prima  nel 1952 porto’  in parlamento la voce delle vittime di quegli stupri di massa perpetrati ai danni nostre connazionale».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 Maggio 2022
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