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A Limbiate si celebra la memoria ricordando Elda Levi Gutemberg e Luigi Colombo

Giorno della Memoria con celebrazioni in Comune alla presenza del sindaco Antonio Romeo, alla presenza della polizia Locale e dei carabinieri

Generica 2020

Questa mattina, giovedì 27 gennaio, il sindaco di Limbiate Antonio Romeo, alla presenza della Polizia Locale e dei Carabinieri, ha deposto un mazzo di fiori in memoria di tutte le vittime della Shoah nei pressi della Pietra di Inciampo dedicata a Elda Levi Gutenberg al piazzale del Municipio.

La cerimonia si è svolta in forma ristretta a causa della situazione epidemiologica; l’amministrazione comunale ha comunque previsto un momento di celebrazione insieme agli studenti delle scuole del territorio, programmata in aprile, con la posa della Pietra di Inciampo dedicata a Luigi Colombo, deportato limbiatese.

Nel frattempo gli studenti delle scuole elementari e medie di Limbiate stanno assistendo a due spettacoli teatrali in streaming sul tema dell’Olocausto, integrando il lavoro di preparazione svolto dai docenti nelle classi.

I DEPORTATI DI LIMBIATE

Elda Levi Gutenberg
31 LUGIO 1894 – 31 MARZO 1945
Nata il 31 luglio 1894 a Milano. Era ricoverata nell’ospedale psichiatrico di Mombello (in comune di Limbiate) dove fu prelevata in data sconosciuta. Internata per poco tempo a San Vittore, fu inviata a Bolzano, dove morì il 31 marzo 1945 nelle celle di punizione a causa delle sevizie a cui fu sottoposta dalle guardie ucraine del campo.

Luigi Colombo
Luigi Colombo nacque a Limbiate l’8 ottobre 1922 da Carlo Colombo e Maria Luraschi, coniugi che all’epoca risiedevano in via Umberto I (quella che oggi è via Dante).
Cresciuto nelle corti del centro storico limbiatese insieme ai due fratelli minori (classe 1927 e classe 1930) e alla sorella maggiore (classe 1920), Luigi Colombo fu l’unico maschio della famiglia a essere reclutato nell’esercito.
L’ultima dimora nota dei due fratelli risulta infatti essere via Monte Grappa, presso l’Ospedale Antonini di Mombello, dove erano stati ricoverati.
La chiamata alle armi arrivò per lui ancora giovanissimo: la Grecia la sua destinazione, dove venne catturato e deportato a Gorzow Wielkopolski, in Polonia.
Qui trovò la morte il 4 giugno 1945, lontano da casa.
Oggi riposa nel Cimitero Militare Italiano di Bielany, nei pressi di Varsavia, insieme ai compagni che hanno condiviso un simile, tragico destino.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 Gennaio 2022
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