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Restauro del quadro “Padre eterno in gloria” di Gaudenzio Ferrari, un tesoro restituito a Saronno

A renderlo oggi possibile è la Fondazione Comunitaria del Varesotto nell’ambito del bando “Tesori nascosti” a cui la Parrocchia ha partecipato con il progetto Il “Padre” riscoperto di Gaudenzio Ferrari redatto dall’architetto Carlo Mariani

Generica 2020

Il restauro del dipinto di Gaudenzio Ferrari raffigurante il Padre Eterno in gloria è un ambizioso progetto da tempo perseguito dalla Parrocchia dei “Santi Pietro e Paolo” di Saronno con lo scopo di recuperare un’opera finora rimasta quasi celata a causa della sua collocazione sulla controfacciata, sopra la bussola d’ingresso, della chiesa parrocchiale, ad una altezza di più di 5 metri.

A renderlo oggi possibile è la Fondazione Comunitaria del Varesotto nell’ambito del bando “Tesori nascosti” a cui la Parrocchia ha partecipato con il progetto Il “Padre” riscoperto di Gaudenzio Ferrari redatto dall’architetto Carlo Mariani, che da alcuni anni si dedica alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico della Comunità pastorale.

Oltre al restauro il bando “Tesori Nascosti” prevede che l’opera confluisca sia in una mostra allestita al Castello di Masnago a Varese, sia, una volta rientrata a Saronno, in iniziative volte alla fruizione per la cittadinanza. Il restauro del quadro di Gaudenzio Ferrari sarà condotto dal Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”.

Il progetto è stato presentato all’Ufficio Beni Culturali ed Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Milano e approvato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio e Varese e i funzionari di questi Enti supervisioneranno tutte le fasi dei lavori di restauro.

«In ogni celebrazione dall’altare lo vedo, con la sua immagine severa e accogliente, vegliare e abbracciare la Comunità in preghiera. Questo quadro oltre che un bene storico artistico è immagine del mistero della paternità di Dio», ha detto Mons. Claudio Galimberti, prevosto di Saronno e responsabile della Comunità Pastorale “Crocifisso risorto”.

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«Questa iniziativa per noi rappresenta una modalità per aggregare risorse attorno alla cultura permettendo alle comunità locali di riscoprire e godere di tesori meno noti, ma capaci di tramandare la storia e la memoria. Oltre a questo restauro il bando finanzia una dozzina di altri interventi su tutto il territorio provinciale e tutte queste opere confluiranno poi nella mostra al Castello di Masnago», ha spiegato Maurizio Ampollini, presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto. «Siamo lieti di avere l’opportunità di confrontarci nuovamente con un’opera di questo grande artista che abbiamo avuto modo di conoscere e approfondire sia nel restauro dei cartoni della Pinacoteca Albertina di Torino sia di alcuni dipinti per la grande mostra Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari del 2018», ha aggiunto Stefano Trucco, presidente del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”.

L’opera: vicende e restauro
Sopravvissuto allo smembramento della macchina d’altare, di cui doveva originariamente costituire la parte sommitale, il Padre Eterno in gloria ha subito nel secolo scorso un intervento irreversibile che ne ha radicalmente cambiato la conformazione, con il trasporto del colore dall’originario supporto su tavola a quello attuale su tela.
L’operazione ha visto il coinvolgimento di alcuni dei più importanti restauratori dei primi decenni del Novecento, dai fratelli Francesco e Giuseppe Annoni, al pittore-restauratore di Brera, Luigi Cavenaghi, al suo allievo, il cavalier Mauro Pellicioli, uno dei nomi più illustri nella storia del restauro del XX secolo, che è intervenuto sul Cenacolo di Leonardo prima di Pinin Brambilla Barcilon. Le complesse vicende conservative del dipinto saranno approfondite nel corso di una prima fase multidisciplinare del restauro, nella quale sarà condotta un’approfondita campagna diagnostica al fine di indagare la tecnica del pittore, comprendere la composizione dei materiali costitutivi e chiarire gli interventi di restauro pregressi. La pulitura della superficie pittorica permetterà di rimuovere i consistenti depositi di polveri e di vernici alterate che oggi compromettono la lettura del testo pittorico. Le mancanze verranno risarcite e integrate cromaticamente nel rispetto dei materiali costitutivi.

Il progetto: dal Restauro alla restituzione alla comunità
Il restauro rappresenta il primo tassello di un progetto che mira a restituire alla comunità alcuni “Tesori nascosti” del Restauro di Venaria permetterà a un pubblico allargato di seguire ‘in diretta’ lo sviluppo degli interventi, favorendo la promozione e fruizione dell’opera, prima della conclusione dei lavori prevista per l’autunno del 2022, quando il dipinto sarà esposto nella mostra al Castello di Masnago a Varese sino alla primavera del 2023. Al termine della mostra il quadro farà tappa al Santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Saronno dove sarà “in dialogo” con la teatralità ideata da Gaudenzio Ferrari con il suo affresco “Il concerto degli angeli” e con la statuaria, in legno dipinto e dorato, realizzata da altri autori, ma su suo progetto. Qui saranno proposte visite accompagnate – in collaborazione con l’associazione culturale “Cantastorie” di Saronno, il Club Rotaract e altri gruppi di volontari – e due serate per illustrare la storia e le fasi di restauro con storici dell’arte e professionisti del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”.

L’opera restaurata tornerà infine nella chiesa prepositurale nell’autunno 2023.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 Gennaio 2022
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