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Presidio a Monza, sostegno alla lotta dei lavoratori della Gianetti Ruote

Presidio la mattina davanti la sede della Provincia di Monza e Brianza e ulteriori 4 ore di sciopero a disposizione delle Rsu aziendali che potranno decidere le modalità di articolazione

Generica 2020

In presidio sotto la Provincia di Monza e Brianza, per sostenere la vertenza Gianetti Ruote, per la dignità del lavoro, per i diritti. Oggi stesso, a sostegno della manifestazione, sciopero dei metalmeccanici!

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Gianetti Ruote, lavoratori in corteo 4 di 11

Si sono ritrovati in tanti a sostegno della lotta dei lavoratori di Ceriano Laghetto, licenziati il 3 luglio scorso a fine turno con una mail spedita dalla proprietà della fabbrica, attiva nella produzione di ruote per camion, tir e per le Harley Davidson. Da allora è attivo un presidio permanente all’esterno dell’azienda, per evitare che vengano portati via i macchinari e per chiedere con forza alle istituzioni di trovare un’alternativa e far ripartire la produzione.

«Continua la mobilitazione delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici in difesa del lavoro con lo lo sciopero territoriale e presidio davanti la sede della provincia di Monza e della Brianza a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori della Gianetti Ruote – si legge in una nota della Fiom Monza e Brianza -. In piazza per chiedere il ritiro della procedura di licenziamento e una soluzione industriale, oltre alle lavoratrici e lavoratori delle aziende della provincia, erano presenti delegazioni delle aziende del settore di altri territori e della Rollon azienda del Gruppo Timken che ha annunciato ieri la chiusura del sito di Brescia. Le metalmeccaniche e i metalmeccanici del territorio si sono mobilitati con un adesione allo sciopero del 70% e con blocchi della produzione in diverse aziende. Il tavolo per la vertenza della Gianetti Ruote, convocato al MISE il 22 luglio, deve tener conto della mobilitazione del settore e avere come obiettivo prioritario di individuare urgentemente una soluzione industriale per la ripresa delle attività e il ritorno al lavoro di tutte le lavoratrici e i lavoratori. Quella di Gianetti Ruote è una vertenza che si somma alla Gkn, alla Timken e alle tante crisi industriali aperte nei tavoli al MISE e che attendono risposte, alcune da troppo tempo come la Blutec di Termini Imerese. A partire da quelle crisi occorre che il Governo non sia spettatore dei cambiamenti che il settore dell’auto sta affrontando. Manca un piano di politica industriale, regole e strumenti per impedire che la transizione diventi un’emergenza sociale e che sia gestita dai Fondi di investimento o da grandi gruppi multinazionali a discapito delle lavoratrici e dei lavoratori e della tenuta industriale del nostro Paese».

Il rombo delle Harley a sostegno dei lavoratori della Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto

“Salviamo il lavoro” è il titolo della mobilitazione indetta da Fim, Fiom e Uilm, nell’ambito della mobilitazione indetta da Cgil, Cisl e Uil della Brianza: uno sciopero generale territoriale della Brianza, con presidio la mattina davanti la sede della Provincia di Monza e Brianza.

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Nella giornata di mercoledì 14 luglio i lavoratori hanno marciato per le vie del paese e dei paesi limitrofi, bloccando la strada Saronno Monza e la ferrovia, per ribadire la propria contrarietà alla chiusura dello stabilimento e chiedere un futuro per il lavoro alla Gianetti.

Gianetti Ruote, lavoratori in corteo: bloccata la Saronno Monza e la ferrovia

Mercoledì 14 luglio si è tenuto un incontro in Assolombarda con la partecipazione di sindacati e azienda: «Non abbiamo accettato quanto propostoci dall’azienda, che a fronte della possibilità di ritirare i licenziamenti, ha proposto la cassa integrazione per 12 mesi – commenta Antonio Castagnoli, segretario Fiom Cgil Lombardia -. Il problema non è questo: oltre al ritiro dei licenziamenti, quello che chiediamo è di far ripartire la produzione e trovare un acquirente, un imprenditore capace perché il mercato la Gianetti ce l’ha e ci sono tutte le prerogative per andare avanti col lavoro. Abbiamo bisogno di veri imprenditori e non di mercenari».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 Luglio 2021
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