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Saronno, segretaria di otto sindaci e un commissario. Luisa va in pensione: “Un lavoro svolto con passione”

È andata in pensione lo scorso 31 dicembre 2020 dopo oltre 30 anni passati in qualità di segretaria del sindaco di Saronno. Luisa Masino ci ha raccontato gioie e dolori di un mestiere che le ha permesso di seguire da vicino le vicende che hanno coinvolto la città

Generica 2020

Luisa Masino è stata al fianco di ben otto sindaci e un commissario prefettizio, partendo dal sindaco Enrico Mazzini nei primi anni ’80 fino ad arrivare ad neo eletto Augusto Airoldi. Proprio al termine del Consiglio comunale dello scorso dicembre è stata ringraziata e salutata in streaming dagli ex sindaci Pierluigi Gilli, Alessandro Fagioli e dal sindaco Airoldi.

Ha vissuto in prima persona cambiamenti che nel nostro paese hanno fatto storia. Si è passati da un periodo in cui i sindaci venivano eletti all’interno del Consiglio comunale, dalla prima alla seconda Repubblica e per il processo evolutivo, nazionale ma anche locale, che ha portato ai partiti che oggi conosciamo.

L’ufficio della segretaria del sindaco è l’anticamera di quello del primo cittadino, dove le persone sostano, si raccontano e si confrontano. Una posizione che negli anni le ha permesso di seguire da vicino le vicende che hanno coinvolto la città. «Anni fa c’era il ricevimento del pubblico in ufficio fino a tarda ora, poi nel tempo sono cambiate le modalità di interazione con l’amministrazione: i cittadini venivano a prendere il numero come si fa al supermercato per parlare con il sindaco e ricordo che spesso sentivamo delle storie davvero difficili e tornavamo a casa scossi, ma con il desiderio di fare tutto il possibile per risolvere una problematica».

Un lavoro che non prevede solo i compiti di fissare appuntamenti e coordinare la giornata del primo cittadino: «Ho sempre passato tante ore in ufficio fino a quando negli ultimi anni ho cambiato orario per esigenze di famiglia, quindi alla fine oltre che un rapporto di rispetto verso l’istituzione del sindaco diventa anche un rapporto personale di fiducia – racconta Luisa -. Ho sempre cercato di seguirlo, metterlo in guardia rispetto a certe situazioni o segnalazioni che venivano dai cittadini e dargli dove possibile dei consigli, sempre con molta discrezione, senza andare mai al di là del mio ruolo».

Essenziale per svolgere questo compito riservatezza e discrezione, oltre che una capacità di ascolto e di comprensione: «Personalmente credo che il Comune sia la casa del cittadino, quindi quando qualcuno si reca in qualche ufficio comunale ed in particolare nell’ufficio del sindaco deve sentirsi rassicurato, deve sempre avere la certezza di essere ascoltato, di avere una porta aperta e questo è quello che ho cercato fare».

Sin da bambina ha sempre avuto un grande rispetto e ammirazione per le divise e le istituzioni, sentimenti che l’hanno portata a dedicarsi al suo lavoro con dedizione e impegno. «Non ho fatto altro che il mio dovere, mettendoci un po’ di passione – conclude la donna -. La mia gratificazione più grande non è tanto l’apprezzamento del sindaco di turno per il mio lavoro, ma la cosa che mi porto dentro è quante volte ho visto sorridere un cittadino che è stato aiutato».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 Gennaio 2021
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