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A Cislago il sindaco dimissionario Cartabia presenta i nuovi spazi della biblioteca comunale

Sabato 23 gennaio sono stati presentati i nuovi spazi al piano terra. «Ho voluto farla vedere perché l'ho seguita personalmente come se fosse stata casa mia» ha commentato un po' emozionato Cartabia

Si allargano gli spazi della nuova biblioteca comunale di Cislago presso la sede di via Magenta 106. Sabato 23 gennaio sono stati infatti presentati i nuovi spazi al piano terra, prima sede del centro prelievi, che da qualche mese si è trasferito in via Magenta 128 con un suo ingresso indipendente.

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Presentazione nuovi spazi alla biblioteca di Cislago 4 di 8

A fare fare gli onori di casa il sindaco dimissionario Gian Luigi Cartabia, accompagnato dal vicesindaco Luca Dosso, l’assessore esterno Deborah Patti e il consigliere Ercole Rossi. L’amministrazione ha investito nel progetto circa 500 mila euro. La nuova biblioteca, di circa 400 mq si sviluppa quindi su due piani all’interno di Villa Isacchi, nella parte dell’edificio a confine con via Magenta e vicolo Taverna.

«Ho voluto farla vedere perché l’ho seguita personalmente come se fosse stata casa mia ha commentato un po’ emozionato Cartabia -. A fine 2016 dopo un sopralluogo dei vigili del fuoco ci hanno informato che lo spazio della biblioteca non era a norma rispetto al numero dei libri che avevamo, come amministratori ci è venuta l’idea con l’ufficio tecnico di spostare il centro prelievi dall’altra parte e rendere tutta questa area della Villa Isacchi un’area biblioteca, forse una delle più grosse che c’è in zona per i Comuni di nostre dimensioni. Attuando questa soluzione abbiamo diviso gli accessi perché alla biblioteca accedono solo gli utenti della biblioteca, al centro prelievi accede solo chi va a fare i prelievi».

Manca la sistemazione del giardinetto esterno al piano terra, che avverrà dopo la messa in sicurezza del pozzo di quasi 200 anni che un tempo serviva la villa: «È profondo più di 50 metri – ha spiegato Cartabia -. Abbiamo già avviato le pratiche con la provincia perché toccando la falda acquifera va dichiarato. È una sorpresa che ci siamo trovati e costerà 10 mila euro. Ci eravamo posti come obiettivo per finire i lavori la fine del 2020, siamo in ritardo di un mese, mi pare che l’amministrazione e gli uffici abbiano lavorato e abbiano lavorato bene».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 Gennaio 2021
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