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Marta Gilli ipotizza sul suo ingresso in consiglio comunale: “Sarò una consigliera senza bandiera”

La figlia dell'ex primo cittadino di Saronno Pierluigi Gilli potrebbe subentrare in qualità di consigliere comunale a Gabriele Musaró, qualora Musarò diventi assessore, come darebbero per certo insistenti voci di corridoio

Generica 2020

Marta Gilli, candidata alle recenti elezioni nella lista civica “Con Saronno – Gilli Sindaco”, commenta un suo eventuale ingresso nel consiglio comunale di Saronno. La figlia dell’ex primo cittadino di Saronno Pierluigi Gilli potrebbe infatti subentrare in qualità di consigliere comunale a Gabriele Musaró, qualora Musarò diventi assessore, come darebbero per certo insistenti voci di corridoio.  

La notizia apparsa mercoledì sui quotidiani locali, che indica il consigliere Gabriele Musarò come possibile assessore, rende opportuno un preventivo chiarimento circa la mia posizione come consigliera subentrante della lista civica “Con Saronno”.

A mio avviso, infatti, gli elettori di una lista civica esprimono, innanzitutto, una indicazione di metodo sulla modalità di partecipazione alla vita politica della Città: una partecipazione senza bandiere, ma di soli contenuti. Infatti, la lista civica “Con Saronno”, al primo turno, si è presentata con un autonomo programma e un proprio candidato Sindaco (sul cui peso politico è superfluo indugiare in questa sede) e, al secondo turno, non si è apparentata con nessuno. Dunque, i nostri elettori ci hanno votato come alternativa e, al ballottaggio, non hanno trovato il nostro simbolo impresso sulla scheda elettorale, né da una parte né dall’altra, né per Fagioli né per Airoldi.

Tra l’altro, il sistema elettorale per l’elezione del Consiglio comunale configura l’apparentamento (che nel nostro caso non c’è stato) come uno strumento bensì di allargamento della base democratica del Sindaco, ma calibrato in una misura predeterminata per salvaguardare anche il valore dell’opposizione; sicché, ritengo che ai seggi spettanti all’opposizione, già decurtati del premio di maggioranza, competa propriamente un ruolo di controllo e vigilanza e, se del caso, di critica all’operato della giunta.

Questo, secondo me, significa, per voler corrispondere lealmente alla fiducia mostrata dai nostri elettori, di non dover prendere parte all’agone politico tra vessilli di contrapposto colore, ma di rimanere imparziali, orientando piuttosto la condotta al bene della comunità che rappresentiamo, votando in favore o meno, esclusivamente, secondo il parametro della bontà delle proposte concrete.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 Ottobre 2020
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