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Isotta Fraschini, RaiTre svela chi è il promotore del progetto di recupero

La puntata del 20 febbraio di Buongiorno Regione Lombardia svela un'altra parte di "mistero"

Generico 2018

Chi ha acquistato l’area dell’Isotta Farschini? Dopo la notizia dell’acquisizione dell’immensa area dismessa al centro di Saronno da parte di un privato, la domanda si rincorre da mesi.

Ex Isotta Fraschini, assegnata l’enorme area dismessa di Saronno

Nelle scorse settimane l’avvocato saronnese Angelo Proserpio aveva svelato una parte del progetto, dichuarando che l’idea è quella di farne un progetto innovativo, di rendere i 120 mila metri quadri che furono culla dell’industria meccanica un “bene comune”.

L’ex Isotta Fraschini diventerà un “bene comune”

Ora grazie alla puntata del 20 febbraio di Buongiorno Regione Lombardia, è svelata un’altra parte di “mistero”. L’investimento (non ancora quantificato, l’ultima base d’asta era stata di 3 milioni e 379 mila euro) è partito da un dirigente in pensione di Saronno, Giuseppe Gorla, intervistato da Fabrizio Patti nel servizio andato in onda su Rai Tre.

«L’Isotta Fraschini è un bene comune che appartiene alla cittadinanza. Una volta in pensione, mi è sembrato giusto dedicarmi al mio paese», ha detto Gorla. Al momento si sa che si sta costutuendo una fondazione. Al fianco di Giuseppe Gorla c’è l’avvocato Proserpio: «Non vogliamo sia l’ennesimo episodio di una storia senza tracce o un futuro senza forme, vogliamo creare relazioni sociali». Per elaborare il progetto sono stati coinvolti grandi nomi dell’architettura e dell’urbanistica: «Togliere di mezzo la rendita e dare timone all’idea del bene comune è un ottimo punto di partenza – spiega il professore emerito del Politecnico di Milano Giancarlo Consonni -. Ricuccire il centro e la periferia è l’obiettivo, un secondo centro che si integri col primo».

Il sogno è quello di attirare investimenti che creino opportunità: «Penso ad un campus universitario collegato con Milano, strumnti per il mondo dei giovani, con spazio per la residenza, lo studio, un’ area attrattiva per brand universitari o industriali che abbiano interessi a creare qualcosa di positivo», continua Gorla. Tra bonifiche e nuove costruzioni, l’investimento richiesto è ingente, quindi non sono escluse attività di privati che possano contribuire nell’ottica però del disegno immaginato dai promotori di questa iniziativa, che se andasse in porto sarebbe una delle prime in Italia nelle quali un privato diventa bene comune.

Sarà un processo lungo, questo è certo. Da parte sua il commento del sindaco di Saronno Alessandro Fagioli è positivo: «Ne abbiamo sbloccate sette in questi anni di aree dismesse, siamo pronti a collaborare». La volontà di tutti è che da Saronno parta una nuova idea anche per altre aree dismesse in Italia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 Febbraio 2020
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