A Cesate in mille (e un divano) in corteo contro il data center
Grande partecipazione alla manifestazione organizzata dal Comitato per la tutela del territorio, con la presenza di rappresentanti di Legambiente Saronno e di altri comitati no data center
Circa un migliaio di cittadini in strada per dire no al progetto del data center e chiedere maggiore ascolto da parte dell’amministrazione comunale. Cesate ha vissuto sabato mattina una manifestazione partecipata, promossa dal Comitato per la tutela del territorio, che ha portato in piazza persone di diverse età, affiancate da rappresentanti di altri comitati del territorio impegnati nella mobilitazione contro la realizzazione di questi impianti.
Il corteo, partito da piazza Poss, ha attraversato il paese con una sosta davanti al Municipio. Qui i partecipanti hanno manifestato il proprio dissenso nei confronti del progetto e delle modalità con cui, secondo i promotori della protesta, l’amministrazione Vumbaca sta portando avanti un intervento destinato ad avere un impatto significativo sul territorio. Il corteo è poi ripreso per concludersi davanti all’area di via Leoncavallo dove dovrebbe essere costruito il data center.
La mobilitazione si è svolta pacificamente, ma con un messaggio preciso: i cittadini vogliono essere ascoltati e coinvolti nelle decisioni che riguardano il futuro di Cesate e chiedono un confronto pubblico sul data center.
Il divano in corteo per rispondere all’assessore
Tra le immagini più significative della mattinata, anche quella di un divano portato in corteo. Una scelta ironica, ma dal significato politico preciso, per rispondere alle parole pronunciate dall’assessore Marco Galli durante il recente Consiglio comunale.
«È troppo comodo stare con il culo sul divano a chattare con il telefonino», aveva detto Galli, contestando le critiche al data center e sostenendo di non aver ancora ricevuto cittadini disponibili a confrontarsi direttamente con lui sul progetto.
I manifestanti hanno trasformato quell’affermazione in una provocazione visiva: il divano è diventato il simbolo di una protesta che, dalle discussioni sui social, è scesa in strada con una partecipazione numerosa. Nel comunicato diffuso dopo il corteo, il gruppo di minoranza Cesate Insieme ha ricordato inoltre che, durante il Consiglio comunale in questione, circa 200 cittadini erano rimasti fuori dall’aula chiedendo di poter assistere alla seduta.

La richiesta di un confronto pubblico
Al centro della contestazione c’è soprattutto la richiesta di maggiore trasparenza e partecipazione nelle scelte sul progetto. «Oltre mille cittadini hanno firmato una petizione per chiedere un confronto pubblico sul data center – ribadisce Cesate Insieme – senza che l’incontro si svolgesse prima dell’approvazione del Piano attuativo da parte della Giunta, il 6 ottobre».
La minoranza contesta anche la successiva decisione dell’amministrazione sul fronte legale. Con la delibera numero 102 del 20 ottobre, riferisce Cesate Insieme, la Giunta ha autorizzato il sindaco a presentare querela per contenuti pubblicati sui social ritenuti diffamatori, affidando un incarico legale.
Il gruppo consiliare chiede all’amministrazione di chiarire quali contenuti siano oggetto della contestazione, nei confronti di chi si intenda procedere e quali siano le ragioni che hanno portato alla decisione. La minoranza esprime inoltre il timore che l’iniziativa legale possa essere percepita dai cittadini come un deterrente rispetto all’espressione del dissenso.
Una protesta che coinvolge anche il territorio
Al corteo di sabato hanno partecipato anche esponenti di altri comitati spontanei impegnati in battaglie analoghe sul proprio territorio, da Bollate a Lacchiarella a Rho. Era presente anche Legambiente Saronno. Una conferma di come la questione dei data center stia alimentando un dibattito che va oltre i confini del singolo Comune. La mobilitazione di Cesate si inserisce in un clima di crescente attenzione verso le conseguenze urbanistiche e ambientali di questi insediamenti e verso il ruolo dei cittadini nelle decisioni che interessano il territorio.
Per il Comitato per la tutela del territorio, la manifestazione ha rappresentato un’occasione per rendere visibile un dissenso che i promotori considerano ampio e trasversale. Il corteo e il divano portato davanti al Municipio hanno dato forma a una richiesta che va oltre la contrarietà al singolo progetto: ottenere informazioni, poter discutere pubblicamente le scelte e vedere riconosciuto il diritto dei cittadini a partecipare.
La manifestazione si è conclusa senza incidenti, ma il confronto politico sul data center resta aperto. Dopo la mobilitazione di sabato, la richiesta dei cittadini è ora rivolta all’amministrazione: dare risposte e aprire uno spazio di dialogo su un intervento destinato a segnare il futuro di Cesate.
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