Vertenza Electrolux, il nuovo piano prevede 1.250 uscite volontarie in tre anni. Urso: “Pronti a sostenere il rilancio”
Al tavolo promosso dal Mimit l'azienda svela la proposta con incentivi per impiegati e operai e rinvia la chiusura di Cerreto d'Esi in vista della reindustrializzazione. Annunciati 90 milioni di investimenti e un nuovo incontro fissato per il 29 ottobre
Un piano di uscite volontarie incentivate per 600 impiegati e 650 operai nell’arco di un triennio, il rinvio della chiusura del sito di Cerreto d’Esi in vista di una reindustrializzazione e un programma di investimenti per 90 milioni di euro in Italia. Sono i punti chiave emersi durante il tavolo di confronto su Electrolux convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).
La proposta presentata dall’azienda, riferita da fonti sindacali, modifica l’impostazione iniziale per lo stabilimento marchigiano, la cui dismissione non avverrà entro il 31 dicembre ma seguirà tempistiche da definire per accompagnare il percorso di riconversione. Sul fronte industriale, la società prevede di rinnovare la gamma prodotti puntando su frigoriferi, piani cottura a gas di fascia alta, forni a vapore e pirolitici, lavatrici ad alta capacità e lavastoviglie, con l’obiettivo di superare i tre milioni di unità prodotte.
Per gestire la fase transitoria, Electrolux ha richiamato la necessità di ricorrere ad ammortizzatori sociali e a un’azione coordinata per sostenere la competitività del settore, a partire dalla revisione del meccanismo europeo sui dazi per le materie prime (Cbam).
L’esecutivo ha espresso la disponibilità a sostenere l’operazione attraverso gli strumenti della nuova legge di bilancio. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha chiesto di definire il piano d’intesa entro il mese di ottobre, fissando il prossimo incontro con le parti per il 29 ottobre, prima che la casa madre vari la riorganizzazione globale del gruppo.
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