Pedopornografia online, i numeri dell’orrore: oltre 2,5 milioni di contenuti nel 2025
Il report di Meter fotografa un fenomeno in espansione: tra le nuove minacce i "deepnude" generati dall'intelligenza artificiale che hanno colpito oltre 8mila minori in Italia
I numeri dell’abuso sui minori corrono sulla rete e sfruttano le ultime frontiere della tecnologia per nascondersi e colpire. In occasione della Giornata Nazionale contro la Pedofilia e la Pedopornografia, l’Associazione Meter ha diffuso i dati del monitoraggio condotto nel 2025, delineando un quadro allarmante che vede la tecnologia digitale e l’intelligenza artificiale come nuovi e pericolosi alleati del crimine.
L’allarme Intelligenza Artificiale
Il dato più inquietante riguarda l’uso distorto dell’AI. Nel solo 2025 sono state censite 8.213 minori vittime di “deepnude” in Italia: si tratta di immagini generate artificialmente manipolando foto innocue per denudare o sessualizzare bambini e adolescenti senza il loro consenso. Secondo l’Osservatorio, strumenti come Grok sono responsabili del 14% di questi contenuti.
Complessivamente, l’attività di monitoraggio internazionale ha intercettato:
785.072 immagini contenenti abusi reali su minori.
1.733.043 video di violenze effettive.
Una rete globale e difficile da tracciare
Nonostante una diminuzione numerica dei link rilevati (scesi a 2.037 rispetto agli oltre 8mila dell’anno precedente), Meter avverte: il fenomeno non è in calo, ma si è fatto più insidioso. I pedocriminali utilizzano sempre più link effimeri e sistemi criptati per rendere le comunicazioni rapide e difficili da intercettare dalle autorità.
La distribuzione dei contenuti illeciti tocca domini nazionali in tutto il mondo, con prevalenza in territori come Nuova Zelanda, Russia e Stati Uniti, ma con segnalazioni che riguardano anche il dominio italiano .it.
Il supporto del Centro Ascolto
Oltre al monitoraggio del web, l’associazione è attiva sul fronte del supporto diretto. Nel 2025 il Centro Ascolto Meter ha seguito 110 casi, fornendo assistenza a minori e famiglie. Un dato significativo riguarda il cosiddetto “sommerso”: molte violenze emergono infatti a distanza di anni, confermando quanto sia complesso per le vittime denunciare l’abuso subìto. Negli ultimi dieci anni, l’associazione ha trattato complessivamente 393 casi di violenza, di cui 211 abusi sessuali accertati.
L’appello di Don Fortunato Di Noto
«Questi numeri dovrebbero essere letti da tutti — ha dichiarato il presidente di Meter, Don Fortunato Di Noto — eppure c’è ancora chi si volta dall’altra parte. È fondamentale che tutti diventino promotori del benessere dei più piccoli, diffondendo consapevolezza e strumenti di prevenzione». L’appello è rivolto alle istituzioni e al mondo dell’informazione affinché la tutela dei minori resti una priorità assoluta dell’agenda pubblica.
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