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Anche Sos Mozzate in servizio alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026

I volontari di Sos Mozzate nel sistema di presidio sanitario costante che accompagnerà i giochi olimpici fino all'ultimo giorno. Un ruolo, quello delle associazioni di soccorso, sottolineato dal direttore generale di Areu Massimo Lombardo

Mozzate - Sos Mozzate

In occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 anche il territorio del Saronnese si è fatto trovare pronto. Sabato un equipaggio della Sos Mozzate ha partecipato come team dell’emergenza a una partita inserita nel programma olimpico, contribuendo al dispositivo sanitario coordinato da Areu per la gestione dei grandi eventi.

Per l’appuntamento olimpico l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza ha strutturato un rafforzamento del sistema di emergenza sanitaria regionale, potenziando modelli organizzativi e decisionali per affrontare eventi ad alta complessità e con grande afflusso di pubblico.

Con una delibera firmata dal direttore generale Massimo Lombardo è stata istituita la nuova Unità di crisi per l’emergenza sanitaria, uno strumento permanente di coordinamento strategico pensato per garantire decisioni rapide, centralizzate e condivise.

Parallelamente al lavoro della cabina di regia, sul territorio è stato garantito un presidio sanitario costante grazie all’impiego di medici, infermieri e soccorritori dell’AAT di Milano. Per l’intero periodo olimpico è stata inoltre attivata una Sala operativa di emergenza urgenza dedicata esclusivamente ai Giochi, la cosiddetta SOREU Olimpica, operativa 24 ore su 24 e affiancata alle altre quattro sale già attive (Metropolitana, Alpi, dei Laghi e della Pianura).

Fondamentale il contributo delle associazioni di soccorso, tra cui anche Sos Mozzate, impegnata sul campo durante la partita olimpica di sabato come parte integrante del sistema di emergenza.

«Tutto questo – conclude Lombardo – sarebbe impossibile senza l’impegno e il supporto di tutto il personale di Areu. Desidero ringraziare in particolare i colleghi che, da mesi, stanno lavorando dietro le quinte senza sosta per garantire la sistemazione e l’organizzazione logistica non solo delle oltre 2.000 persone impegnate nell’assistenza sanitaria nelle venue, per un totale di quasi 9.000 turni, ma anche dei numerosi operatori delle associazioni di soccorso, dimostrando un forte senso di appartenenza ad Areu e al sistema regionale dell’emergenza». Un impegno silenzioso ma decisivo, che vede in prima linea professionisti e volontari del soccorso, chiamati a garantire sicurezza e assistenza sanitaria durante uno degli eventi più importanti a livello internazionale.

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Pubblicato il 17 Febbraio 2026
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