Fascicolo Sanitario, Ferrazzi: «Basta ritardi, i lombardi devono poter scaricare le immagini dei referti»
Il consigliere regionale incalza la Giunta: «La Lombardia sia all'avanguardia come altre regioni. Entro marzo 2026 il sistema deve essere a pieno regime, stop a code e CD fisici»
Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) della Lombardia finisce nuovamente sotto i riflettori del Consiglio Regionale. Nonostante gli investimenti e le promesse di digitalizzazione, il sistema presenta ancora lacune che penalizzano migliaia di cittadini. A sollevare il caso è Luca Ferrazzi, capogruppo del Gruppo Misto, che punta il dito contro una funzione ancora mancante: la possibilità di scaricare direttamente le immagini diagnostiche (radiografie, TAC, risonanze).
Ad oggi, i cittadini lombardi possono consultare sul proprio fascicolo i referti scritti, ma per ottenere le immagini sono spesso costretti a ritirare supporti fisici (come i CD) presso gli sportelli delle ASST. «Il Consiglio regionale si è già espresso con chiarezza nel 2024 e nel 2025 chiedendo un’implementazione completa», spiega Ferrazzi. «Le risposte della Giunta non sono ancora esaustive sul piano concreto. Poter scaricare le immagini diagnostiche da casa è un passaggio fondamentale di modernizzazione che in altre regioni è già realtà».
I vantaggi del “fascicolo pieno”
Secondo Ferrazzi, l’attivazione di questa funzione porterebbe a un triplice beneficio: per i cittadini meno spostamenti, eliminazione dei costi di viaggio e dei disagi legati alle code; per il sistema sanitario decongestionamento degli sportelli amministrativi e riduzione della burocrazia; per le strutture una migliore organizzazione del lavoro per il personale sanitario, che potrebbe dedicare più tempo alla cura anziché alla consegna dei referti.
Obiettivo: marzo 2026
Il tempo stringe. La normativa nazionale fissa infatti per marzo 2026 il termine ultimo per la piena messa in funzione dei Fascicoli sanitari elettronici regionali. La Lombardia, che ha investito risorse ingenti nel settore digitale, rischia di arrivare all’appuntamento con un servizio incompleto.
«La nostra regione ha tutte le competenze tecnologiche per essere all’avanguardia», conclude il consigliere varesino. «È necessario accelerare per garantire ai cittadini uno strumento che sia davvero utile e accessibile nella vita quotidiana, eliminando inutili ostacoli burocratici».
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