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La Lega di Saronno sollecita l’Amministrazione Pagani: “Meno multe e più presidi di sicurezza”

Il segretario citatdino della Lega Angelo Veronesi torna sul tema della sicurezza urbana, chiedendo all'amministrazione controlli mirati e un lavoro condiviso tra istituzioni, forze dell’ordine, servizi sociali e scuole

Polizia locale nei quartieri della città, Saronno avvia il progetto sperimentale

La Lega saronnese torna ancora una volta sul tema della sicurezza urbana, sollecitando la sindaca a mettere al centro dell’azione amministrativa questo problema «tema centrale – scrive in una nota – per la qualità della vita dei cittadini e per la coesione sociale della città».

«Negare o minimizzare i problemi non contribuisce a risolverli – dice il segretario cittadino Angelo Veronesi – I fatti dimostrano che episodi di microcriminalità, degrado urbano e insicurezza diffusa continuano a manifestarsi, mentre manca una strategia strutturata e credibile di prevenzione, unico strumento realmente efficace per contrastare il crimine prima che si consolidi. La prevenzione si costruisce con presenza costante sul territorio, controlli assidui, presidio continuativo delle aree più sensibili e un utilizzo mirato della Polizia locale. Ma non solo. Una politica della sicurezza seria richiede anche una collaborazione stabile e concreta con le forze dell’ordine, i servizi sociali e il mondo della scuola, per affrontare il problema sotto tutti i suoi aspetti: sicurezza, disagio, marginalità e prevenzione educativa».

Una rete che seondo la Lega oggi appare debole: «Al contrario, l’Amministrazione Pagani sembra privilegiare un approccio diverso, concentrando gran parte dell’azione della Polizia locale su attività sanzionatorie nei confronti degli automobilisti, certamente più semplici e immediate, ma poco incisive sul fronte della sicurezza reale. Una scelta che non aumenta il controllo del territorio e non risponde alle preoccupazioni dei cittadini. Colpire i criminali e prevenire il crimine significa essere visibili, presenti e coordinati. Significa pattugliamenti regolari, controlli mirati e un lavoro condiviso tra istituzioni, forze dell’ordine, servizi sociali e scuole. Purtroppo, oggi, si sta andando nella direzione opposta: assenza di prevenzione, interventi frammentari e misure di facciata, prive di una visione complessiva».

«La sicurezza – conclude Veronesi – non è uno slogan né uno strumento di propaganda: è un dovere istituzionale».

 

 

 

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Pubblicato il 28 Gennaio 2026
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