Desertificazione commerciale: il Governo accoglie l’ordine del giorno del deputato varesino Antonio Ferrara
Il deputato varesino del Movimento 5 Stelle interviene alla Camera durante l'esame della legge sulla tutela dei centri storici evidenziando la necessità di interventi concreti per le botteghe
Il Governo ha accolto l’ordine del giorno presentato dal deputato varesino del Movimento 5 Stelle Antonio Ferrara, impegnandosi a promuovere misure contro la desertificazione commerciale e a sostenere le botteghe di vicinato nei centri storici. La misura arriva al termine di un confronto alla Camera nell’ambito dell’esame della proposta di legge per la valorizzazione del commercio, pur a fronte della bocciatura di un emendamento specifico che chiedeva l’inserimento di fondi e poteri diretti per i comuni.
Il dibattito alla Camera sulla tutela dei centri storici
L’esame della proposta di legge A.C. 362-A, dedicata alla tutela delle attività commerciali e artigianali, ha acceso il confronto parlamentare sulle reali prospettive di rilancio dei negozi di vicinato. Secondo il parlamentare del territorio, intervenuto durante i lavori della X Commissione Attività produttive, il provvedimento rischia di concentrarsi eccessivamente sulla regolamentazione senza fornire risposte economiche concrete.
«Non possiamo pensare di salvare i nostri centri storici limitandoci a stabilire quali negozi possono aprire, a quale distanza e con quali orari. Il problema è molto più profondo: le botteghe chiudono perché non riescono a sostenere affitti, bollette e concorrenza delle grandi piattaforme commerciali. Le regole possono essere utili, ma da sole non tengono aperta una serranda» – ha sottolineato Antonio Ferrara, deputato varesino – evidenziando le difficoltà vissute dagli operatori del settore.
La bocciatura dell’emendamento e l’ok all’ordine del giorno
Il confronto istituzionale ha registrato in apertura il voto contrario dell’Aula sull’emendamento 4.11, presentato da Ferrara insieme ai colleghi Chiara Appendino, Alfonso Cappelletti e Emma Pavanelli, con cui si puntava a introdurre strumenti operativi per le amministrazioni locali. La proposta è stata respinta con 139 voti contrari e 104 favorevoli.
«Una scelta che lascia perplessi. Si approva una legge per tutelare i centri storici, ma si respinge una proposta che chiede espressamente di contrastare la scomparsa dei negozi. Viene spontaneo domandarsi se l’obiettivo sia salvare le botteghe oppure limitarsi a regolamentarne la progressiva chiusura» – ha dichiarato Antonio Ferrara, deputato varesino – commentando l’esito della votazione.
Successivamente l’Esecutivo ha espresso parere favorevole, con una modifica richiesta dalla sottosegretaria alle Imprese e al Made in Italy Fausta Bergamotto, sull’ordine del giorno collegato, che impegna a sostenere la rigenerazione urbana e il rafforzamento dei Distretti Urbani del Commercio.
Le ricadute sul territorio e la questione dei fondi
La problematica della chiusura dei negozi di prossimità tocca da vicino anche Varese e i centri della provincia, da Busto Arsizio e Gallarate fino a Saronno e ai piccoli comuni, dove la desertificazione economica rischia di trasformarsi in una criticità sociale per anziani e famiglie.
«La desertificazione commerciale non rappresenta soltanto un problema economico, ma una vera frattura sociale. Quando chiude una bottega perdiamo posti di lavoro, servizi essenziali e relazioni umane. Pensiamo agli anziani, alle persone con disabilità e alle famiglie senza automobile: la chiusura dell’ultimo negozio di un quartiere può significare perdere autonomia e qualità della vita. Quando si spegne un’insegna, spesso si spegne anche un pezzo della comunità» – ha spiegato Antonio Ferrara, deputato varesino – ricordando inoltre come il testo iniziale prevedesse risorse consistenti poi azzerate nel corso del percorso parlamentare.
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