Progetto Zattera compie 30 anni: teatro, bambini e il sogno di un viaggio lungo cento comuni
Nato da un piccolo spettacolo a San Fermo, Progetto Zattera ha attraversato piazze, scuole, carceri e luoghi del disagio: Martin Stigol ne racconta la storia a Soci All Time e immagina un nuovo viaggio nella provincia di Varese
Trent’anni di teatro, migliaia di spettacoli e un filo rosso che unisce bambini, impegno sociale e territorio. Progetto Zattera, realtà teatrale nata a Varese, ha festeggiato il suo lungo percorso ai microfoni di Soci All Time, il podcast di Radio Materia condotto da Orlando Mastrillo con la partecipazione di Samuele Biotti. Ospite della puntata Martin Stigol, che ha ripercorso le origini della compagnia, i cambiamenti osservati nel pubblico più giovane e i progetti per il futuro.
Da San Fermo nasce l’avventura di Progetto Zattera
La storia comincia più di trent’anni fa, quando due giovani decisero di affittare un piccolo spazio per provare il loro primo spettacolo, Ulisse Pennello. Il debutto arrivò a San Fermo, quartiere di Varese, all’interno della rassegna Teatro Fermo, organizzata dal poeta Dino Azzalin.
All’inizio la compagnia si chiamava Gruppo della Zattera, un nome ispirato al titolo di una canzone di un cantautore argentino. Con il passare degli anni “Gruppo” lasciò spazio a “Progetto”, una scelta che racconta anche il modo di intendere il lavoro teatrale. La zattera, nella visione di Stigol, è infatti una struttura leggera, capace di accogliere nuovi compagni di viaggio. E il “progetto” è qualcosa che può essere rimesso in discussione, ripensato e ricostruito senza mettere in discussione le persone.
Il teatro nei cortili, nelle piazze e nei luoghi del disagio
Da quella prima esperienza il percorso si è allargato ben oltre i palcoscenici tradizionali. Progetto Zattera ha realizzato negli anni migliaia di spettacoli, portando il teatro per ragazzi nelle piazze, nei cortili, sulle montagne e davanti alle dighe. Tra gli episodi ricordati durante la trasmissione c’è anche uno spettacolo nella sala d’attesa del porto di Bari, in mezzo ai passeggeri in partenza per l’Albania.
Accanto al teatro per bambini è cresciuto fin dall’inizio un forte legame con il sociale. Nel percorso di Stigol ci sono le esperienze all’ex manicomio Golgi di Varese, i laboratori nel carcere femminile di Como, le collaborazioni con realtà che lavorano con persone con disabilità, tra cui Fondazione Piatti, e i viaggi a Sarajevo nel dopoguerra insieme ai rifugiati bosniaci. Teatro e cura dell’altro, quindi, come due dimensioni che nel tempo hanno continuato a intrecciarsi.
I bambini sono cambiati, ma lo stupore resta
Uno dei temi centrali della conversazione riguarda il cambiamento dei bambini negli ultimi trent’anni. La parola scelta da Stigol per raccontarlo è “stupore”. I bambini di una volta, ricorda, entravano con maggiore facilità nell’illusione teatrale. Potevano arrivare a chiedere a un attore se avesse davvero mangiato un topo visto durante uno spettacolo. Oggi sono più informati, veloci nel rispondere e abituati ai linguaggi dei media digitali. Questo, secondo Stigol, rende a volte più difficile costruire l’attesa e mantenere quella sospensione che permette alla scena di trasformarsi in magia.
Non significa però che abbiano perso la capacità di meravigliarsi. Per Stigol i bambini rimangono generosi e disponibili all’ascolto, a patto di trovare il linguaggio e la chiave giusta per incontrarli. Da qui nasce anche la sua difesa delle fiabe tradizionali. Storie come Hansel e Gretel, sostiene, non devono essere necessariamente addolcite o private delle loro parti più difficili: anche la paura e le prove affrontate dai protagonisti possono diventare strumenti attraverso cui i bambini imparano a riconoscere ed elaborare le proprie emozioni.
La marcia dei bambini e i progetti sul territorio
Tra le iniziative che negli anni sono diventate un punto fermo c’è la Marcia per i Diritti dei Bambini, organizzata in occasione del 20 novembre, Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Circa mille alunni delle scuole attraversano il centro di Varese per riportare l’attenzione sulla Carta dei Diritti e sul suo significato. Un appuntamento che riunisce la dimensione teatrale, quella educativa e l’impegno civile che hanno accompagnato Progetto Zattera fin dalle sue origini.
La compagnia continua inoltre a proporre corsi teatrali per bambini e adulti, laboratori, collaborazioni con Fondazione Piatti e nuove produzioni realizzate anche grazie al sostegno di biblioteche, Fondazione Comunitaria del Varesotto e Regione Lombardia. Un rapporto con gli enti pubblici e con le realtà del territorio che rimane importante per permettere ai progetti culturali di crescere e raggiungere nuovi pubblici.
Il sogno: cento giorni di teatro nei comuni del Varesotto
E poi c’è un progetto che per ora rimane nel cassetto. Stigol immagina di fermare per un anno le attività abituali e partire con un mezzo leggero, magari un carretto, per attraversare la provincia di Varese. L’idea è dedicare cento giorni a cento comuni, entrando nelle scuole, negli oratori, nei cortili e nelle librerie, portando ogni volta uno spettacolo e raccogliendo allo stesso tempo storie e immagini dei luoghi attraversati. Un ritorno, in fondo, allo spirito con cui tutto era cominciato: una zattera leggera, pronta a spostarsi, incontrare persone e accogliere nuovi compagni di viaggio.
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