ATS Insubria lancia il Tavolo Strategico Permanente per la salute e la prevenzione
Un nuovo organismo per unire istituzioni, Terzo Settore e volontariato nella presa in carico delle cronicità e nella promozione di stili di vita sani
Rafforzare la collaborazione tra le istituzioni sanitarie, sociosanitarie, le associazioni di volontariato e il Terzo Settore. È questo l’obiettivo principale del Tavolo Strategico Permanente di Prevenzione e Promozione della Salute, presentato giovedì 30 luglio da ATS Insubria. L’organismo nasce per consolidare un percorso di confronto avviato negli anni scorsi con le realtà associative del territorio.
L’iniziativa punta a sviluppare strategie condivise focalizzate sulla prevenzione, sulla diagnosi precoce, sulla gestione efficace delle patologie croniche e sulla riduzione delle disuguaglianze di salute. Un modello che, partendo dall’esperienza positiva maturata nel settore oncologico, si estende ora all’intera gestione sociosanitaria locale.
Durante la conferenza stampa, il Direttore Generale di ATS Insubria, Salvatore Gioia, ha evidenziato il valore della collaborazione con il mondo del volontariato. Gioia ha spiegato come l’unione delle forze permetta di amplificare l’impatto delle azioni messe in campo per la cittadinanza. «I volontari – ha commentato Gioia – offrono ai cittadini un valore fondamentale. Offrono un supporto umano profondo, che va oltre l’assistenza sanitaria garantita da medici, infermieri e amministratori».
Adele Patrini, delegata FAVO Lombardia e presidente di CAOS, ha posto l’attenzione sul nuovo ruolo dei pazienti all’interno dei processi decisionali e clinici. Patrini ha inoltre evidenziato l’importanza di costruire una rete coordinata, capace di valorizzare al massimo l’offerta di assistenza. «Le voci soliste non hanno ragione di esistere quando siamo in un ambito così delicato come quello oncologico. Dobbiamo ottimizzare questa straordinaria offerta in una logica di rete».
Sul piano strettamente operativo e clinico è intervenuta Elisabetta Todisco, direttrice di Ematologia all’ASST Valle Olona e del DIPO di ATS Insubria, oltre che professore aggiunto presso Humanitas University. Todisco ha rimarcato il ruolo insostituibile del Terzo Settore nel garantire vicinanza ai malati.
La direttrice ha poi individuato negli screening sanitari il terreno comune su cui concentrare gli sforzi operativi. «Se vengono individuati precocemente – ha spiegato Todisco – molti tumori si possono curare con maggiore efficacia».
Dalla prospettiva dei pazienti ha portato la sua testimonianza Umberto Tassini, consigliere nazionale FAVO e vicepresidente nazionale AILAR. Operato ventidue anni fa, Tassini ha insistito sulla centralità dell’empatia e sulla necessità di spazi dedicati all’interno delle strutture ospedaliere. Un’esigenza logistica e operativa concreta, riassunta nella richiesta di luoghi idonei per l’attività di supporto.
Nicoletta Ferloni Caverzasio, presidente di Varese per l’Oncologia, ha invitato a tradurre immediatamente in atti concreti le linee guida delineate dal Tavolo. Ferloni Caverzasio ha poi illustrato un esempio che ha riguardato la sua associazione. «Abbiamo chiesto ad Adele Patrini di entrare nel nostro direttivo, in modo da creare una rete tra le realtà di Varese per l’Oncologia e CAOS. Abbiamo deciso di diventare un esempio concreto di cosa significa fare rete, perché siamo convinti che muoversi insieme è il modo migliore per andare lontano».
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