La visione che dà vita al progetto Varesina: “Coraggio e fiducia nei giovani”
Una serata di condivisione in casa Elmec Solar per raccontare gli obiettivi e la progettualità che c'è dietro alla società che partendo dal mondo del calcio ha l'obiettivo di incrementare il valor di tutto il territorio, anche grazie agli sponsor come Intred ed Elmec Solar
Un incontro che va oltre il rettangolo di gioco per consolidare il legame tra sport e impresa nel territorio. Venerdì 10 aprile, la Varesina è stata protagonista al Campus Elmec di Brunello per una serata dedicata al networking e alla condivisione di un progetto che mette al centro il valore umano, prima ancora che quello agonistico. L’evento, dal titolo evocativo “Stessa squadra, stessi valori”, è nato con l’obiettivo di far scoprire a club e sponsor la forza di appartenere a una medesima visione. Non si tratta solo di un aspetto commerciale, ma di una sinergia radicata nella provincia di Varese che punta a far crescere l’intero movimento sportivo e sociale legato alla maglia rossoblù.
“Coraggio e spazio ai giovani”
Il primo a prendere parola, spiegando cos’è il mondo Varesina è il direttore generale Massimiliano Di Caro: «Spiegare cosa rappresenti la Varesina è per me una sfida complessa, poiché il mio legame con questa società affonda le radici nel mio passato da calciatore prima e nel mio presente da dirigente poi. Se dovessi scegliere un valore per raccontare la nostra realtà oggi, sceglierei senza dubbio il coraggio: il coraggio di investire massicciamente sui giovani, cambiando prospettiva anche a costo di affrontare stagioni complicate, e quello di lanciare progetti ambiziosi come il calcio femminile partendo da zero. Questa visione si riflette in un impegno costante sul territorio, reso possibile dalla sinergia con le amministrazioni comunali, che ci ha permesso di costruire infrastrutture all’avanguardia. Dai quattro centri sportivi allo stadio, fino ai nuovi campi da tennis, crediamo che offrire standard qualitativi altissimi sia l’unica strada per colmare le carenze del sistema italiano e permettere ai nostri ragazzi di crescere in un ambiente d’eccellenza».
«Il nostro settore giovanile – prosegue Di Caro – resta il vero fiore all’occhiello di questa società: vedere così tanti ragazzi esordire in prima squadra o essere pronti per il salto nel professionismo è la prova tangibile che investire nel talento sia l’unica strada percorribile. Crediamo fermamente che ai giovani vadano dati spazio e fiducia, ma soprattutto la possibilità di mettersi alla prova e di sbagliare per poter crescere; io stesso ne sono l’esempio, avendo ricevuto dieci anni fa l’opportunità di portare le mie idee e di imparare dai miei errori. Questo approccio si estende oltre il campo, toccando il sociale attraverso progetti nelle scuole e percorsi di sostegno alle famiglie, perché lo sport deve tornare a essere un pilastro educativo fondamentale. Nulla di tutto ciò sarebbe realizzabile senza l’appoggio delle amministrazioni e dei nostri partner, che condividono una visione fatta di innovazione e coraggio, permettendoci di trasformare ogni sfida in una nuova opportunità per il futuro».
Fiore all’occhiello della Varesina è il settore giovanile, che conta oltre 600 tesserati tra squadre maschili e femminili. Ad analizzare il lavoro che c’è dietro a questa realtà è il responsabile Andrea Millefanti: «Gestire questa realtà, che ormai è una vera e propria piccola azienda fatta di giovani e famiglie, richiede innanzitutto un grande senso di responsabilità. Quest’anno abbiamo superato i 600 tesserati, un traguardo raggiunto anche grazie alla nuova sezione femminile: una sfida entusiasmante che abbiamo intrapreso tra la primavera e l’autunno, quando ci siamo sentiti pronti a offrire alle bambine la stessa qualità formativa dei ragazzi. Nonostante le difficoltà iniziali legate ai numeri del calcio femminile, oggi vantiamo tre squadre (Under 12, 15 e 19) con l’obiettivo di completare presto l’intera filiera. Il nostro lavoro quotidiano va però oltre l’agonismo: sappiamo che su 600 ragazzi, forse solo uno arriverà nel professionismo, ma il nostro compito è far sì che per gli altri 599 il percorso in Varesina sia un’esperienza di vita significativa. Vogliamo che imparino a gestire le emozioni e le delusioni, portando con sé un bagaglio umano che resti nel tempo, indipendentemente dalla carriera sportiva».

«Parallelamente all’attività sul campo – prosegue Millefanti -, ci siamo impegnati a fondo su progetti sociali e pedagogici, a partire dal programma di tutela dei minori, nato per garantire alle famiglie un ambiente che sia il più sicuro possibile, fisicamente ed emotivamente. Essendo una struttura composta da molti insegnanti di scienze motorie, il legame con la scuola è per noi naturale: abbiamo svolto oltre 200 ore di attività motoria coinvolgendo mille bambini del territorio e attivato percorsi di orientamento e PCTO per i più grandi. Vedere i volti dei ragazzi che hanno fatto il salto nei club professionistici sulla nostra ‘Wall of Fame’ ci inorgoglisce, perché significa aver dato sostanza ai loro sogni. La soddisfazione maggiore, però, arriva quando questi traguardi vengono raggiunti in un’età più matura e consapevole. Il nostro impegno costante è quello di innalzare il livello culturale e sportivo di tutto il territorio, condividendo il nostro know-how con le altre società e creando una rete solida basata sulla qualità e sulla condivisione».
La voce degli sponsor
A sostenere il progetto Varesina sono anche gli sponsor, uno di questi è Intred, rappresentato da Mario Lazzerini: «L’unione tra Intred e Varesina nasce da una profonda condivisione di valori e da un comune radicamento sul territorio lombardo, che ci ha portati con orgoglio a dare il nome al centro sportivo giovanile. Siamo un operatore di telecomunicazioni con trent’anni di storia, cresciuto grazie a investimenti significativi — circa 200 milioni di euro negli ultimi quattro anni — che ci hanno permesso di realizzare una rete proprietaria di oltre 15.000 km di fibra ottica e di connettere più di 4.800 scuole nella regione. Come la Varesina investe sui giovani, anche noi poniamo massima attenzione all’ambito sociale, promuovendo campagne contro il cyberbullismo e garantendo ambienti digitali sicuri. In provincia di Varese siamo presenti in modo capillare con 73 centrali e supportiamo attivamente eccellenze locali come il Teatro e la Pallacanestro Varese. Crediamo fermamente che, se il talento permette di vincere una partita, sia solo il lavoro di squadra a far vincere i campionati: è con questo spirito di squadra che offriamo connettività e servizi di qualità a imprese e pubbliche amministrazioni, alzando costantemente l’asticella dell’innovazione e della competenza».
Padrone di casa dell’evento e partner della Varesina è Elmec Solar, che da questa stagione sportiva dà anche il naming rights allo stadio di Venegono Superiore. A spiegare il legame è stato il Ceo Alessandro Villa: «Sostenere la Varesina e dare il nome al Solar Stadium è per noi motivo di grande orgoglio, poiché crediamo fermamente che i giovani rappresentino l’energia e il futuro del nostro territorio. Esiste un parallelo naturale tra l’energia che questi ragazzi mettono in campo e il core business di Elmec Solar: proprio come loro, puntiamo tutto sulla vitalità e sull’innovazione, con un’età media aziendale di soli 34 anni che riflette la nostra fiducia nelle nuove generazioni. Forti di un’esperienza ventennale e di oltre 3.000 impianti realizzati tra ambito residenziale e industriale, ci poniamo come un interlocutore unico e solido nel settore del fotovoltaico. Nel nostro campus di sette edifici, che ospita anche un ‘laboratorio a cielo aperto’ unico nel suo genere, testiamo quotidianamente le migliori tecnologie per la produzione e lo storage dell’energia. La nostra missione è rendere famiglie e aziende sempre più autonome e sostenibili grazie all’accumulo al litio, con l’obiettivo ambizioso di arrivare a un futuro alimentato esclusivamente da energia pulita. Con questa visione, che unisce competenza tecnica e responsabilità sociale, continuiamo a investire nei giovani e nell’ambiente: viva l’energia e viva lo sport».
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