Report Uil sul mercato del lavoro: a Varese cresce l’occupazione ma pesa il divario di genere
Analisi del mercato occupazionale nel 2025 con il focus sulla crescita varesina che spicca tra i segni meno di Como e Lecco e il dominio assoluto della città metropolitana milanese
Il mercato del lavoro in Lombardia nel 2025 viaggia a due velocità, ma il territorio di Varese lancia segnali positivi. Secondo l’ultimo rapporto della UIL Lombardia basato su dati Istat, mentre la regione nel suo complesso registra una crescita degli occupati (+28.974 persone), aumentano anche gli inattivi e si approfondisce il divario tra Milano e le altre province. In questo scenario, Varese si distingue per una buona tenuta, mettendo a segno un incremento di 6.524 posti di lavoro, posizionandosi tra le aree più dinamiche insieme a Brescia e Pavia.
I numeri del Varesotto e il contesto regionale
A livello regionale la situazione appare paradossale: il tasso di disoccupazione scende al 3%, ma gli inattivi crescono di quasi 35 mila unità. Se Milano corre con oltre 33 mila nuovi occupati e Monza frena bruscamente perdendo 15 mila posti, Varese riesce a mantenere una rotta solida. Tuttavia, il dato positivo della provincia non nasconde le criticità strutturali che affliggono l’intera regione, a partire dallo squilibrio di genere. La crescita occupazionale lombarda è stata infatti quasi esclusivamente maschile, lasciando le donne sostanzialmente al palo.
Il commento della UIL
«Il rapporto – sottolinea Salvatore Monteduro, segretario confederale UIL Lombardia – evidenzia un forte squilibrio di genere: la crescita occupazionale è quasi interamente maschile. Preoccupa inoltre la composizione del lavoro: a livello regionale il lavoro dipendente cala, mentre cresce quello indipendente, sollevando interrogativi sulla stabilità e sulle tutele dei nuovi occupati». Secondo il sindacato, una crescita che non coinvolge in modo omogeneo tutto il territorio rischia di indebolire il sistema produttivo lombardo nel lungo periodo.
Focus sul territorio varesino
Nonostante le nubi che si addensano su altre province vicine, come Como e Lecco che registrano segni meno, il sistema produttivo locale sembra aver retto l’urto dei cambiamenti economici dell’ultimo anno. Il coordinatore provinciale della UIL ha analizzato con soddisfazione, ma anche con cautela, la performance dei comuni del Varesotto.
«I dati del 2025 confermano la resilienza del sistema Varese – il commento di Antonio Massafra, coordinatore UIL Varese – che riesce a generare oltre 6.500 nuovi occupati in un contesto regionale a luci e ombre. Questo dinamismo dimostra la forza del nostro tessuto produttivo, ma non deve portarci ad abbassare la guardia: il nostro obiettivo resta quello di trasformare questi numeri in occupazione di qualità, contrastando la precarietà».
La sfida dei giovani e delle donne
Resta però aperta la ferita del precariato e dell’inattività giovanile. Nella fascia tra i 15 e i 34 anni, il tasso di inattività in Lombardia tocca il 45%, superando addirittura la soglia del 50% per le giovani donne. Anche a Varese, la sfida dei prossimi mesi sarà quella di integrare queste fasce della popolazione in un mercato del lavoro che tende a premiare l’autonomia rispetto al contratto dipendente tradizionale.
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