Attilio Fontana: “Bossi fondamentale, chi lascia l’aula non rispetta le idee altrui”
Attilio Fontana interviene sulla figura di Umberto Bossi e sulle tensioni in aula, tra richiami al rispetto istituzionale e accuse di mancanza di confronto democratico
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana difende la figura di Umberto Bossi e critica apertamente l’uscita dall’aula di alcuni consiglieri durante la sua commemorazione. Le dichiarazioni sono arrivate a margine del Consiglio regionale e riaccendono il confronto politico sul fondatore della Lega.
Il ricordo di Umberto Bossi
Fontana ha sottolineato il ruolo storico di Bossi nel panorama politico italiano, evidenziandone la capacità di rappresentare territori fino ad allora poco ascoltati: «Umberto Bossi ha avuto la grande intuizione di dare finalmente una parola a un territorio che non era mai stato direttamente coinvolto nella vita politica del nostro paese, è sempre stato ai margini», dice il presidente Regione Lombardia.
Secondo il governatore lombardo, il fondatore della Lega è riuscito a interpretare bisogni concreti, trasformandoli in una proposta politica strutturata. «È riuscito a raccogliere quelle che erano le sue necessità ed esigenze e ha fatto di ciò una proposta politica che stava anche nel rispetto maggiore dei territori, nell’ascolto della gente e in un’organizzazione diversa dell’istituzione, con più federalismo e meno centralismo – aggiunge Attilio Fontana – Credo siano messaggi che ancora oggi sono fondamentali».
Le polemiche in aula
Durante la commemorazione, però, non sono mancate tensioni politiche. Alcuni consiglieri hanno scelto di lasciare l’aula, gesto che Fontana ha criticato con decisione: «Secondo me chi si comporta in questo modo evidentemente non ha la capacità di avere rispetto per le idee altrui. È una manifestazione sicuramente non democratica».
Il presidente ha rivendicato un atteggiamento diverso nei confronti delle commemorazioni di esponenti politici di altri schieramenti. «Io ho assistito e ascoltato con interesse la commemorazione di tutte le persone della sinistra che sono state fatte in quest’aula e ho applaudito quando su certi passaggi ero particolarmente colpito, anche se non condividevo quello che dicevano. Ma andarsene è una debolezza, vuol dire che si ha paura e non si ha un’idea da contrapporre. Sono talmente deboli che hanno paura di venire inficiati dalla bontà delle idee altrui», conclude Fontana.
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