Gli attivisti di Attac Saronno a Roma per la manifestazione “No Kings” contro guerre e autoritarismi
Il comitato locale ha partecipato alla grande mobilitazione internazionale che ha coinvolto milioni di persone contro riarmo e derive autoritarie
C’era anche il Comitato locale di Attac Saronno alla manifestazione “No Kings” che si è svolta il 28 marzo a Roma, un appuntamento di portata internazionale che ha coinvolto milioni di persone in tutto il mondo contro autoritarismi, guerre e politiche di riarmo.
La mobilitazione globale ha interessato circa 10 milioni di persone in diverse, da Londra a Parigi fino a L’Avana, mentre in Italia sono state circa 300mila le persone scese in piazza nella capitale. Tra gli organizzatori anche Attac Italia, con un ruolo rilevante del saronnese Marco Bersani, portavoce nazionale dell’organizzazione.
La presenza di Attac Saronno
Anche il territorio saronnese è stato rappresentato nel corteo romano, con la partecipazione di attivisti locali all’interno dello spezzone nazionale di Attac Italia.
«Una giornata importante da diversi punti di vista – dice Roberto Guaglianone, referente di Attac Saronno, presente alla manifestazione – Innanzitutto per l’oggetto della manifestazione: la nostra contrarietà a ogni forma di autoritarismo, che non significa solamente quello vigente nelle dittature classiche o sotto le monarchie più o meno assolute ancora presenti in molte parti del mondo: ma anche delle torsioni autoritarie sempre più presenti in Occidente, se si pensi a Trump negli USA o Netanyahu in Israele, ma anche alla gestione autoritaria di regimi formalmente democratici come avviene nell’Ungheria di Orban, ma anche nell’Italia del governo Meloni».
Un doppio scossone al Governo
La manifestazionhe romana si è svolta a pochi giorni dall’esito del referendum, un segnale politico significativo, coem sottolineatoda Guaglianone: «Due successi così importanti in soli cinque giorni, dal referendum del 22-23 marzo alla manifestazione del 28 marzo, rappresentano uno scossone forte che il Paese ha dato all’attuale compagine governativa, in evidente e crescente crisi di consensi».
Tra i punti centrali dell’iniziativa anche la contrarietà alle politiche di guerra e militarizzazione, con un messaggio che gli organizzatori definiscono chiaro e condiviso. «Il messaggio delle tante persone presenti, in modo molto determinato ma anche assolutamente rispettoso della città che ci ha ospitato, è un forte messaggio di contrarietà alla prospettiva di guerra in cui si sta portando il mondo, Europa ed Italia incluse. Un discorso che vale per ogni governo, non solo oggi, ma anche in futuro: chiunque insisterà sulla via della partecipazione alla guerra, come avviene con la concessione delle basi italiane nell’attuale conflitto in Medioriente, o con il riarmo e la militarizzazione ad essa finalizzati, è avvertito: c’è un numero crescente di persone che a questa vita non ci sta».

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