Francesco Ricca (Azione Saronno): ““Referendum, un’occasione persa per il Paese”
Il segretario cittadino di Azione Saronno commenta l’esito del referendum criticando la gestione politica da parte di entrambi gli schieramenti
«Il risultato del referendum non mi sorprende, ma mi convince sempre più del bisogno disperato di dare rappresentanza a chi vuole che il Paese cambi e che oggi si trova intrappolato tra gli opposti estremismi di destra e sinistra». Francesco Ricca, segretario cittadino di Azione Saronno, apre una riflessione politica più ampia sul referendum che si è concluso con una bocciatura della legge di riforma costituzionale.
Il segretario locale ribadisce la posizione favorevole alla riforma, condivisa anche da Azione a livello nazionale e, negli anni, da diversi esponenti dell’area riformista e liberale. Una riforma che prevedeva, tra gli altri punti, la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare autonoma.
Ricca non risparmia critiche a entrambi gli schieramenti. «La colpa è stata soprattutto di una destra ingiustificabile, che è riuscita nell’assurda impresa di prendere una riforma che fa parte storicamente del bagaglio culturale del riformismo italiano e trasformarla in una clava da utilizzare contro la sinistra e la magistratura. Personalmente, ho partecipato ad alcune delle iniziative per il “sì” promosse dal centrodestra saronnese e ho assistito a uno spettacolo davvero poco edificante, con promesse da spot, semplificazioni e minacce rivolte verso la parte avversa. Per non parlare di quello che gli esponenti nazionali di questa destra ci hanno regalato in questi mesi di campagna referendaria».
Ma le critiche si estendono anche al fronte opposto. «Poteva, poi, la sinistra risparmiarsi in questa occasione la sua ennesima battaglia partigiana contro la dittatura imminente? Ed ecco quindi, anche dall’altra parte, una serie di mistificazioni e di slogan per mobilitare le masse. “La costituzione non si tocca”, coro da stadio tanto assurdo quanto efficace, falso sia storicamente che tecnicamente. Ma che importa? In fondo il fine giustifica i mezzi. Meglio nascondere la verità dietro facili filastrocche e ritrovarsi poi tutti in piazza a cantare “Bella ciao” che farsi carico del compito dei riformisti: riformare il Paese, mettendo al centro l’interesse dei cittadini. E non conservare lo status quo, mettendo al centro il calcolo elettorale.».
Il giudizio complessivo resta dunque negativo: «Il mio giudizio su questa destra, su questa sinistra e sulla loro gestione irresponsabile è estremamente negativo. Un’altra occasione persa per far crescere il Paese».
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