Quanto si è votato nel Varesotto: l’affluenza al referendum comune per comune
Urne chiuse in tutta la provincia. La partecipazione supera ampiamente le aspettative della vigilia, con punte oltre il 70% in alcuni comuni
Si è conclusa alle ore 15 di oggi la tornata elettorale per il referendum costituzionale sulla giustizia. In provincia di Varese, il dato finale sull’affluenza racconta di una mobilitazione significativa: il 61,45% degli aventi diritto si è recato alle urne (dato consolidato su 798 sezioni su 807). QUI TUTTI I RISULTATI DELLO SPOGLIO ELETTORALE
Trattandosi di una consultazione di natura costituzionale, l’assenza del quorum rende il dato della partecipazione un termometro puramente politico, ma non per questo meno rilevante: più di sei cittadini varesini su dieci hanno scelto di esprimersi sul quesito, superando nettamente la media nazionale che si è attestata intorno al 46%.
La mappa del voto: Luvinate “regina” della partecipazione
Analizzando i dati definitivi per i singoli comuni, emerge un quadro variegato ma generalmente caratterizzato da un’alta partecipazione. Il primato provinciale spetta a Luvinate, che si conferma il comune più attivo con un’affluenza record del 70,99%. Brinzio con il 70,12% e poi dalla piccola Marzio con il 69,60.
Ottima la risposta dei grandi centri urbani, che hanno tutti superato la media provinciale del 60%: Saronno: 67,84%; Tradate: 62,87%; Varese (Capoluogo): 62,61%; Cassano Magnago: 62,24%; Gallarate: 61,89%; Busto Arsizio: 61,07%;
Sul fronte opposto, la partecipazione più bassa è stata registrata a Cadegliano-Viconago, comune che chiude sotto la soglia della maggioranza assoluta con il 47,04%. Insieme a Cremenaga, Cuvio, Marchirolo e Lavena Ponte Tresa.
Uno sguardo al passato: i precedenti referendari nel Varesotto
Per comprendere la portata del 61,45% odierno, è utile confrontare questo dato con le precedenti consultazioni elettorali in provincia di Varese, dove l’affluenza ha vissuto storicamente profonde oscillazioni a seconda del tema e della tipologia di referendum.
Il picco massimo degli ultimi dieci anni resta legato al referendum sulla riforma costituzionale del 2016 (Governo Renzi), quando in provincia votò il 73% degli elettori. Il dato odierno supera invece significativamente quello del referendum costituzionale del 2020 sul taglio dei parlamentari, che si fermò al 50,79%.
Nelle consultazioni abrogative, i numeri sono stati storicamente molto più bassi: Giugno 2011 (“Acqua pubblica”): 52%; Aprile 2016 (“Trivelle”): 30,57%; Giugno 2025 (Lavoro): 28%; Referendum Giustizia (5 quesiti): 20%; Referendum Legge Elettorale (2009): 17%.
Il risultato di questa tornata posiziona dunque il territorio varesino su livelli di coinvolgimento molto alti, confermando una tendenza a partecipare maggiormente quando il tema tocca direttamente l’architettura costituzionale dello Stato.
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