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Progetto Madiba, giovani che credono nell’istruzione dei giovani: “Solo così l’Etiopia potrà farcela”

Paolo Lacchin, Matteo Colnago e Martina Izzo raccontano la filosofia del loro progetto di sostegno alle comunità locali della diocesi di Jimma-Bonga dove anche una stampante può fare la differenza

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Su Radio Materia si accendono i riflettori sul Progetto Madiba, associazione nata a Varese dall’iniziativa di un gruppo di giovani con un obiettivo chiaro: garantire il diritto allo studio in Etiopia come leva concreta di cambiamento sociale. La storia viene raccontata nella trasmissione “Soci All Time” (in onda dal lunedì al venerdì alle 16,30, realizzata in collaborazione con CSV Insubria) attraverso le voci dei fondatori Paolo Lacchin e Matteo Colnago (accompagnati da Martina Izzo per la parte social), che ripercorrono le origini del progetto e il percorso che li ha portati a trasformare un’esperienza di viaggio in un impegno strutturato e continuativo.

Dalla Varese all’Etiopia: come nasce il progetto

Tutto prende forma nel 2022, durante un viaggio nel sud dell’Etiopia. Qui i giovani fondatori entrano in contatto con una realtà segnata da forti difficoltà economiche ma anche da una grande voglia di crescere. «Ci siamo resi conto che mancava l’essenziale: la possibilità di andare a scuola» – racconta Paolo Lacchin, tra i fondatori del progetto. Da quell’esperienza nasce l’associazione, oggi attiva grazie anche alla collaborazione con Don Kifle Alemayehu, referente locale e responsabile dell’ufficio per lo sviluppo sociale della diocesi di Jimma-Bonga.

L’istruzione come strumento di libertà

Il cuore del Progetto Madiba è l’idea che l’istruzione rappresenti uno degli strumenti più efficaci per contrastare sfruttamento e instabilità, soprattutto in un contesto segnato da conflitti civili. Garantire l’accesso alla scuola significa offrire ai giovani un’alternativa concreta a situazioni di marginalità e rischio, in particolare per le ragazze, spesso più esposte a dinamiche di sfruttamento. «L’istruzione è l’arma più potente per cambiare il proprio futuro» – spiega Matteo, uno dei fondatori del progetto.

Gli interventi concreti sul territorio

L’associazione non si limita a fornire borse di studio – oggi circa 140 – ma realizza anche interventi strutturali che hanno raggiunto migliaia di studenti. Tra le azioni portate avanti: fornitura di materiali scolastici di base, acquisto di banchi e stampanti, progetti per l’accesso all’acqua nelle scuole, sostegno educativo per bambini che vivono in carcere con le madri detenute. Un approccio costruito in dialogo costante con i referenti locali, per rispondere ai bisogni reali delle comunità.

Volontariato e scambio culturale

Accanto al sostegno economico, il progetto promuove anche il coinvolgimento diretto dei giovani italiani. Sono previsti viaggi formativi, come quello in programma nell’agosto 2026, che permetteranno ai volontari di conoscere da vicino le attività e incontrare gli studenti sostenuti. Un’esperienza che punta a creare relazioni autentiche e a rafforzare il legame tra chi sostiene il progetto e chi ne beneficia.

Un circolo virtuoso per il futuro

L’obiettivo a lungo termine è quello di generare un circolo virtuoso: giovani formati che possano a loro volta contribuire allo sviluppo delle proprie comunità. Un percorso già avviato, come dimostra il caso della prima studentessa sostenuta dal progetto che ha completato gli studi universitari.

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Redazione Saronnonews
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Pubblicato il 23 Marzo 2026
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