Il cordoglio per la morte di Bossi. “Grazie Umberto”
Le parole commosse di Fontana e l'analisi di Zaia: "Da lui anche gesti eclatanti, ma l'obbiettivo era sempre il federalismo". Il riconoscimento degli avversari varesini
«Non è il Nord che deve dire grazie a Umberto Bossi ma tutto il Paese» dice Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, che fu ministro con Bossi nel quarto governo Berlusconi. «Senza il suo contributo di visione, realismo e capacità politica la storia repubblicana sarebbe stata molto differente, priva di un grande interprete della necessità di dare risposte alle istanze dei cittadini delle regioni settentrionali e con esse soluzioni a tutta la società italiana. Nella sua grande abilità è certamente ricorso anche a gesti eclatanti, come ha quando ha proclamato la secessione del Nord, ma lo ha fatto sempre con l’intento di fissare un punto all’interno del quale l’obbiettivo rimaneva sempre e soltanto il federalismo. Politicamente è stato un padre straordinario per tutti noi, gli siamo profondamente grati».
«Questa notizia mi da un dolore grande e mi riempie di tristezza» ha commentato il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. «Ci ha lasciato un uomo che ha dedicato tutta la vita alla politica, che ha cambiato la storia d’Italia, che ha saputo anticipare i tempi e dare voce a milioni di persone che si sentivano lontane dalla politica. Ha portato valori autentici, veri: il territorio, la comunità, l’identità. Valori che non muoiono con lui, perché restano vivi in chi ha creduto — e continua a credere — in ciò che ha costruito e sempre creduto. Grazie, Umberto. Per tutto quello che hai dato a questa terra. Un paio di anni fa, quando ho deciso di insignirti della Rosa Camuna, la più alta onorificenza della Regione Lombardia, qualcuno mi criticò, mi chiese se ne ero proprio convinto. Parole che non hanno in alcun modo scalfito la mia determinazione di premiare e soprattutto ringraziare chi, come te, ha sempre amato e tenuto alto i valori e la storia della nostra Lombardia. Un abbraccio forte a tutta la famiglia del caro e grande Umberto. La Lombardia non ti dimenticherà mai».
È arrivata anche la nota dello staff di Matteo Salvini: «L’intera comunità della Lega è profondamente scossa e addolorata per la scomparsa del fondatore Umberto Bossi e si stringe con affetto e commozione ai suoi familiari».

«Con tutta Forza Italia piango la scomparsa di Umberto Bossi, leader storico e fondatore della Lega. Grande amico di Silvio Berlusconi, politico di grande intelligenza, è stato un protagonista di primo piano del cambiamento in Italia» ha twittato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Alla sua famiglia un grande abbraccio ed una preghiera perché riposi in pace».
«Umberto Bossi, con la sua passione politica, ha segnato una fase importante della storia italiana – scrive Giorgia Meloni sui social – e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo centrodestra. In questo momento di grande dolore, sono vicina alla famiglia e alla sua comunità politica».
La prima nota ufficiale dal Pirellone arriva dal gruppo di Fratelli d’Italia: «La morte di Umberto Bossi rappresenta un momento di profondo cordoglio per la politica italiana e per la Lombardia», dichiara il capogruppo in Consiglio regionale, Christian Garavaglia. «Al capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Alessandro Corbetta, e a tutti i consiglieri della Lega, esprimo la mia vicinanza e quella di tutto il gruppo FDI in questo momento di lutto. Bossi è stato un protagonista indiscusso della vita politica del nostro Paese, capace di interpretare istanze territoriali e di segnare un’epoca. Al di là delle appartenenze politiche – prosegue Garavaglia – rimane e rimarrà il riconoscimento per un uomo che ha contribuito in modo determinante al dibattito istituzionale e alla costruzione di un rapporto nuovo tra territori e Stato».
Anche il coordinatore regionale lombardo di Fratelli d’Italia, Carlo Maccari, esprime il proprio cordoglio: «A nome di Fratelli d’Italia Lombardia rivolgo le più sentite condoglianze al segretario regionale della Lega Lombarda, Massimiliano Romeo, e a tutta la comunità leghista. La figura di Umberto Bossi ha segnato la storia politica, lasciando un’impronta che va riconosciuta con rispetto. Alla sua famiglia – conclude Maccari – giunga il nostro pensiero e la nostra vicinanza».
«Da varesino sono colpito dalla scomparsa di Umberto Bossi» dice Alessandro Alfieri del Partito Democratico. «Frequentavo il Liceo classico, quando proprio dalla nostra città muoveva i primi passi la Lega di Umberto Bossi. Sono sempre stato dall’altra parte della barricata: ho contrastato con decisione le battaglie leghiste. Ciò non mi impedisce di riconoscergli le doti di grande combattente, innamorato della sua terra. Istinto e fiuto politico. Ha influenzato la vita politica del nostro Paese per più di vent’anni, imponendo nell’agenda istituzionale il tema dell’autonomia. Ha fatto “ballare” governi, a volte con svolte improvvise. Varese ha conosciuto una centralità politica nel dibattito nazionale senza precedenti. Personalmente voglio esprimere la mia vicinanza alla moglie Manuela e ai figli. E un abbraccio particolare a Renzo con cui ho condiviso l’impegno istituzionale in Regione. Da politico invece permettetemi di far arrivare le condoglianze a tutta la comunità della Lega per la perdita del suo fondatore».
«Fondatore della Lega, Bossi è sempre stato estremamente attaccato al suo territorio» scrive in una nota il sindaco di Varese Davide Galimberti, esponente del centrosinistra. «Molte delle sue battaglie, come il federalismo e l’autonomia, sono temi che ancora oggi occupano le agende politiche. La mia vicinanza ai famigliari».
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