L’oncologia di prossimità dell’ASST Valle Olona premiata a Roma per i servizi di cura a Saronno e Busto
Il dottore Giuseppe Di Lucca ha ricevuto il premio dedicato a Elisabetta Fabbrini per il progetto che porta le cure in ambienti più vicini al cittadino
Il Dipartimento Oncologico di ASST Valle Olona è stato premiato a livello nazionale per un progetto che punta a portare le cure sempre più vicino ai pazienti. Il riconoscimento è arrivato nei giorni scorsi a Roma, durante il Congresso CIPOMO, dove l’azienda sanitaria ha ricevuto il “Premio Elisabetta Fabbrini” per il progetto dedicato all’oncologia di prossimità.
Il riconoscimento, assegnato durante il XXX Congresso CIPOMO, è stato conferito al progetto “Oncologia di prossimità – presa in carico multidisciplinare del paziente oncologico cronico stabile”, presentato dal direttore del Dipartimento Oncologico, il dottor Giuseppe Di Lucca.
Un riconoscimento dal valore particolare anche per il legame con Elisabetta Fabbrini, professionista che ha lavorato all’interno dell’ASST Valle Olona e che ha lasciato un segno importante sul territorio. Fabbrini era stata direttrice amministrativa prima dell’ospedale di Gallarate e poi di quello di Busto Arsizio ed è scomparsa nel 2023 a causa di un male incurabile.
«Il progetto di Oncologia di prossimità è nato dall’evoluzione dell’oncologia verso una condizione di cronicità, che ha reso necessario un modello di cura capace di garantire continuità assistenziale, prossimità e presa in carico globale» ha dichiarato lo stesso Giuseppe Di Lucca.
L’obiettivo è superare la frammentazione delle cure, offrendo un percorso coordinato grazie al lavoro integrato di diverse figure professionali: oncologi, ematologi, infermieri, farmacisti, psico-oncologi, dietisti, terapisti della riabilitazione e assistenti sociali.
Il progetto è divenuto realtà sul territorio dall’ottobre 2025 quando sono stati attivati ambulatori nelle Case di Comunità di Saronno e Busto Arsizio. A Saronno sono previste visite di follow-up oncologico ogni due settimane, mentre a Busto Arsizio sono attivi controlli onco-ematologici settimanali. Strutture che diventano così un punto di riferimento per i pazienti, con servizi che includono monitoraggio clinico, medicazioni, supporto psicologico e percorsi di riabilitazione.
Con questo modello è possibile seguire i pazienti cronici in ambienti più accessibili e meno stressanti, alleggerendo al tempo stesso la pressione sugli ospedali, che possono concentrarsi sui casi più complessi e acuti.
«La nostra Azienda ha definito in modo chiaro la necessità di trasferire competenze e procedure della fase cronica dall’ospedale al territorio» ha commentato infine John Tremamondo, direttore Socio Sanitario della ASST Valle Olona.
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