A Saronno l’addio a monsignor Angelo Centemeri: “Grazie per l’uomo e il sacerdote che sei stato”
La comunità di Saronno si è riunita questa mattina nella chiesa prepositurale per l’ultimo saluto a monsignor Angelo Centemeri, prevosto per molti anni e figura molto amata della vita cittadina
Tantissime persone questa mattina nella chiesa prepositurale dei Santi Pietro e Paolo di Saronno, per l’ultimo saluto a monsignor Angelo Centemeri, per 25 anni prevosto di Saronno, morto mercoledì all’età di 96 anni. Nella chiesa per per un quarto di secolo lo ha visto amata guida spirituale della città, tanta commozione, affetto e gratitudine per un sacerdote che lasciato in quanti lo hanno incontrato un segno profondo.
Ad aprire la celebrazione delle esequie il messaggio inviato dall’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini.
Il messaggio dell’arcivescovo
«Stimato e amato, monsignor Angelo Centemeri nel suo ministero nelle parrocchie di Santa Maria Fontana in Milano, di Santa Maria del Suffragio, di San Michele a Cantù, dei santi Pietro e Paolo a Saronno e nel suo incarico in Azione Cattolica e di decano del decanato di Saronno ha messo a frutto le sue doti di sapienza e di onestà nella ricerca e nella comunicazione. Di pazienza vissuta con una fede lieta e intensa. L’avanzare degli anni e il diminuire delle forze non gli hanno impedito di essere fino all’ultimo un prete esemplare, un consigliere saggio, un uomo di preghiera. La sua testimonianza e la sua preghiera porteranno frutto in coloro che l’hanno conosciuto e in coloro che ne sentono parlare come testimone di un desiderio profondo di fare il bene e di dare gloria a Dio. Vale la pena di vivere così».
“Grazie don Angelo”
Nell’omelia il prevosto don Giuseppe Marinoni ha ricordato monsignor Angelo Centemeri come un sacerdote profondamente radicato nella fede e nella missione di annunciare il Vangelo, capace di lasciare segni duraturi soprattutto «nel segreto dei cuori e delle coscienze». Monsignor Marinoni si è rivolto direttamente a lui: «Oggi anzitutto ci rallegriamo con te perché hai raggiunto il Signore Gesù nella sua Pasqua», affidandolo alla luce della fede che ha guidato tutta la sua vita.
Il ricordo ha ripercorso le tappe principali del suo ministero – da Milano a Cantù fino ai 25 anni come prevosto di Saronno – sottolineando come sia stato «un punto di riferimento non solo per le parrocchie cittadine ma per l’intera città». Più ancora delle opere realizzate, ha lasciato una traccia spirituale profonda: «Hai lasciato soprattutto dei segni nel segreto dei cuori e delle coscienze».
Marinoni ha ricordato anche le parole con cui Centemeri si presentò alla comunità nel 1982: «Vengo nel nome del Signore e sono portatore di una buona notizia, quella del Vangelo». E spiegava il significato del suo nome: «Mi chiamo Angelo e Angelo vuol dire messaggero, annunciatore: spero di mantenere fede al mio nome».
Tra le priorità del suo ministero sono state richiamate l’attenzione alla formazione spirituale, il primato di Dio e la capacità di guardare con fiducia alla comunità: «Ho sempre guardato con stupore le tante persone ricche di capacità e di fede presenti in questa comunità», diceva don Angelo.
Nel ricordo finale, Marinoni ha evocato anche uno degli ultimi incontri con lui nella cappella della casa di riposo: «Non posso più camminare, non ci vedo quasi più, non ci sento più, però posso stare qui davanti al mio Signore». Da qui il saluto conclusivo: «Grazie per quell’uomo dolce e sicuro che sei stato, per quel prete innamorato di Cristo, della Chiesa e di ogni uomo e donna».
Il saluto della città nelle parole della sindaca Ilaria Pagani
Tanti saronnesi ma anche tanti amministratori cittadini hanno partecipato alle esequie di monsignor Centemeri. A prendere la parola dopo al termine della funzione è stata la sindaca Ilaria Pagani, molto commossa, che ha salutato don Angelo a nome di tutta Saronno.
«A nome dell’amministrazione comunale e di tutta la città desidero esprimere la nostra gratitudine per la vita di monsignor Angelo Centemeri, spesa al servizio della Chiesa e delle persone. Il ministero di monsignor Centemeri ha lasciato un segno che va oltre i ruoli e gli incarichi. E’ stato soprattutto un punto di riferimento umano e spirituale, una presenza capace di accompagnare intere generazioni nel suo cammino sacerdotale, come prevosto di Saronno per 25 anni e poi nei successivi 19 come capellano della casa di riposo Gianetti ha scelto ancora Saronno.
Ha saputo ascoltare con discrezione e dedizione, ha accompagnato tante persone nei momenti più importanti e anche nei più difficili della vita, nella gioia delle celebrazioni e nella fatica delle prove, nella ricerca di senso che attraversa ogni esistenza. Chi lo ha incontrato ricorda la sua capacità di stare accanto alle persone con semplicità, con uno sguardo attento e con parole che sapevano incoraggiare. E’ così che si costruiscono legami profondi nelle comunità: con la fedeltà quotidiana, con il servizio silenzioso e con la forza della testimonianza Oggi la città si stringe con affetto attorno alla sua famiglia e alla comunità ecclesiale nel ricordo riconoscente di un sacerdote che ha contribuito a far crescere il senso di comunità, educando alla solidarietà e alla cura degli altri Il modo più autentico per onorare la sua memoria è custodire ciò che ha seminato: l’attenzione verso le persone, la disponibilità al servizio, il desiderio di costruire comunità più unite e più umane. A nome della città di Saronno, dico grazie monsignor Centemeri per il bene che ha fatto e per la testimonianza di fede che lascia a tutti noi»
Il testamento spirituale di don Angelo
Le esequie di monsignor Centemenri si sono chiuse con la lettura del suo testamento spirituale, e a tanti è sembrato di sentirlo ancora parlare, per l’umiltà delle sue parole, l’affetto sincero per le persone e la grande fede. Per i suoi fedeli l’ultima raccomandazione: «A voi, miei cari, che continuate il cammino, il mio pensiero affettuoso: conservate i ricordi buoni, alimentate e vivete la fede, partecipate alla vita della comunità, pregate in famiglia e manifestate nella carità e nella gioia la speranza che ci sostiene».
“E’ giunta l’ora dell’incontro. Eccomi”. Il testamento spirituale di monsignor Angelo Centemeri
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