Quei ragazzi “sulla soglia” che pochi vedono. Abaco Aps un punto di riferimento degli invisibili
Sono quei giovani con fragilità che non rientrano nelle categorie disabili e che scuola e istituzioni non riescono a sostenere verso l'autonomia. L'associazione nata dalla cooperativa ha avviato progetti per loro
L’associazione Abaco APS, realtà attiva nella provincia di Varese, lavora a fianco dei cosiddetti “invisibili”: giovani con deficit intellettivi lievi o fragilità cognitive che spesso non rientrano nei percorsi di assistenza tradizionali. A raccontarlo è la presidente Sara Gorlini durante il podcast Soci all Time di Radio Materia realizzato in collaborazione con CSV Insubria, spiegando come questi ragazzi si trovino in una zona grigia: abbastanza autonomi da non essere presi subito in carico dai servizi sociali, ma allo stesso tempo con difficoltà tali da rendere complicato l’inserimento nel lavoro e nella vita sociale.
Si tratta di giovani che, pur avendo competenze e potenzialità, rischiano di restare isolati. Negli ultimi anni tra gli “invisibili” rientrano anche ragazzi con autismo ad alto funzionamento, che possono apparire autonomi ma presentano limiti importanti nella gestione delle relazioni e della quotidianità.
Percorsi personalizzati per l’autonomia
Abaco APS nasce nel 2011 come emanazione della cooperativa Abad di Buguggiate e si occupa proprio di accompagnare questi ragazzi verso una maggiore autonomia. L’associazione lavora attraverso percorsi personalizzati, costruiti sulle esigenze e sulle capacità di ciascun partecipante.
Tra le attività principali ci sono i Servizi di formazione all’autonomia (SFA), pensati per sviluppare competenze personali, relazionali e lavorative utili per entrare nel mondo del lavoro. Accanto alla formazione, i ragazzi partecipano a laboratori pratici, come attività di assemblaggio e confezionamento, dove imparano non solo un mestiere ma anche il funzionamento di un ambiente lavorativo.
Arte, teatro e relazioni
Una parte importante del progetto è dedicata anche ai laboratori espressivi. Arteterapia, teatro e narrazione diventano strumenti per lavorare sulle relazioni, sulla comunicazione e sulla fiducia in sé stessi. Queste attività hanno mostrato ricadute positive anche sul piano lavorativo, perché aiutano i ragazzi a sviluppare competenze sociali fondamentali per inserirsi in contesti professionali. L’associazione opera inoltre in sinergia con aziende del territorio, trasformando la fragilità in una risorsa e costruendo opportunità concrete di collaborazione.
Colmare il vuoto dopo la scuola
Uno dei problemi principali evidenziati dall’associazione riguarda il periodo successivo alla scuola, quando molti giovani con fragilità rischiano di rimanere senza percorsi strutturati.
Abaco prova a colmare questo vuoto offrendo opportunità educative e lavorative, nonostante le difficoltà legate alla burocrazia e alla carenza di personale nel settore sociale.
«L’obiettivo è aiutare questi ragazzi a fare quel passaggio in più che permette loro di essere davvero parte della società» – racconta Sara Gorlini, presidente di Abaco APS.
Il sogno dell’appartamento palestra
Tra i progetti futuri c’è un obiettivo coltivato da anni: la creazione di un “appartamento palestra”. Si tratterebbe di uno spazio dove i ragazzi possano sperimentare concretamente la vita indipendente, imparando a gestire la quotidianità fuori dal nucleo familiare ma in un ambiente protetto.
Come in una palestra, l’idea è quella di allenare le competenze necessarie alla vita autonoma: dalla gestione della casa all’organizzazione del tempo, fino alla convivenza.
Per realizzare il progetto l’associazione sta cercando spazi o collaborazioni, in particolare proprietari di immobili disponibili a mettere a disposizione appartamenti nel territorio della provincia di Varese.
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