Acqua, depurazione e reti: nel Varesotto migliorano i servizi idrici dopo anni di ritardi
Tra il 2022 e il 2025 oltre 53 milioni di euro di investimenti sul territorio e un piano industriale che prevede circa 22 milioni l’anno fino al 2035. Interventi su depuratori, reti e digitalizzazione per migliorare qualità dell’acqua e ridurre le perdite
La nascita dell’Ato e il progressivo consolidamento del gestore unico Alfa hanno permesso alla provincia di Varese di recuperare ritardi e mancanze normative che l’Europa contestava. Il territorio sta guadagnando terreno anche sul piano degli investimenti e della qualità del servizio, dopo essere stato per anni tra le ultime province italiane ad avere un piano strutturato per l’acqua.
(foto di Marco Corso per Alfa)
Il punto è stato fatto a Villa Recalcati dal Presidente di Provincia Marco Magrini insieme al consigliere delegato Enrico Vettori, al Presidente dell’Ambito territoriale Riccardo Del Torchio e al presidente di Alfa Srl Marco Cavallin. Tanto impegno ha permesso al territorio di passare dall’essere tra le ultime province italiane ad avere un piano strutturato per l’acqua a quello di vedere investimenti per oltre 53 milioni di euro tra il 2022 e il 2023.
Un sistema riorganizzato dopo anni di frammentazione
Il servizio idrico integrato, a cui fanno capo acquedotto, fognatura e depurazione, viene pianificato e controllato dall’Ufficio d’Ambito della Provincia, che definisce gli investimenti e la programmazione attraverso il Piano d’Ambito, in collaborazione con Arera per la definizione delle tariffe e degli standard di qualità.
Negli ultimi anni il lavoro principale è stato quello di superare una gestione molto frammentata, portando progressivamente il sistema verso un unico gestore pubblico.
Oggi il servizio è affidato principalmente ad Alfa Srl, società interamente pubblica che gestisce acquedotto, fognatura e depurazione nella quasi totalità del territorio, mentre Lereti mantiene temporaneamente il servizio acquedotto in 34 comuni fino alla scadenza delle concessioni.
La gestione di Alfa
Il sistema è articolato e di grandi dimensioni: Alfa gestisce il servizio acquedotto in oltre cento comuni con più di 4.300 chilometri di rete idrica, 301 pozzi e 369 sorgenti, mentre il sistema di fognatura conta oltre 3.600 chilometri di reti e 365 stazioni di sollevamento. Sul fronte della depurazione sono operativi 78 impianti che trattano ogni anno circa 142 milioni di metri cubi di reflui.
Superata l’infrazione europea sulla depurazione
Uno dei risultati più importanti riguarda il superamento delle criticità che avevano portato a una procedura di infrazione europea legata agli impianti di depurazione.
Negli ultimi anni, sono stati realizzati dodici interventi strutturali per adeguare gli impianti e completare nuove reti fognarie, tra cui lavori nei territori di Besozzo, Cocquio Trevisago, Brebbia e Sesto Calende. Parallelamente sono stati avviati interventi di ammodernamento nei depuratori di Olgiate Olona, Monvalle e Varese Pravaccio.
Interventi che hanno consentito di adeguare il sistema agli standard europei e migliorare la qualità delle acque restituite all’ambiente.
Investimenti per ridurre perdite e consumi energetici
Negli ultimi anni sono cresciuti anche gli investimenti sul sistema idrico provinciale. Tra il 2022 e il 2025 sono stati erogati oltre 53 milioni di euro ai gestori, mentre il piano industriale prevede circa 22 milioni di euro di investimenti all’anno fino al 2035.
Tra gli interventi più importanti c’è il progetto di digitalizzazione e monitoraggio delle reti finanziato con il PNRR, che vale oltre 35 milioni di euro, di cui 27 milioni finanziati dal Ministero e 8,4 milioni cofinanziati da Alfa.
Il programma ha già portato alla sostituzione di 10 chilometri di condotte, alla distrettualizzazione di oltre 2.000 chilometri di rete idrica e all’installazione di 72.000 contatori intelligenti, strumenti fondamentali per individuare rapidamente le perdite e migliorare la gestione del sistema.
Sicurezza dell’acqua e nuove sfide ambientali
Accanto alla gestione delle infrastrutture, uno dei temi centrali riguarda la qualità dell’acqua e la sicurezza sanitaria.
L’obiettivo è garantire acqua potabile sempre più sicura e, allo stesso tempo, migliorare la qualità delle acque trattate dai depuratori prima che vengano restituite all’ambiente. In questa direzione rientrano anche gli interventi sugli scolmatori, che permettono di separare le acque bianche dalle fognature evitando che finiscano direttamente nei corsi d’acqua durante eventi di pioggia intensa.
Il prossimo fronte di lavoro riguarda inoltre i cosiddetti nuovi inquinanti emergenti, come microplastiche, Pfas e residui di antibiotici, su cui i sistemi di depurazione dovranno progressivamente adeguarsi. Un lavoro ampio e complesso che riguarda i pozzi e i cui costi sono decisamente elevati.
Le stime parlano di circa un miliardo di euro per affrontare tutti gli obiettivi.
Le strategie contro la siccità
Tra le priorità c’è anche la resilienza del sistema idrico di fronte ai cambiamenti climatici.
Negli ultimi anni sono stati avviati interventi per migliorare le captazioni e la distribuzione dell’acqua, anche attraverso il collegamento tra falde acquifere e nuove infrastrutture come le prese dai grandi laghi, tra cui il Lago Maggiore e il Ceresio, per garantire maggiore disponibilità idrica nei periodi di siccità.
Parallelamente si lavora per ridurre le perdite della rete, che storicamente rappresentavano una delle criticità del territorio: «Oggi possiamo dire di aver innalzato la capacità di tenuta del sistema contro la siccità anche se il pericolo dei rubinetti a secco rimane a causa degli imprevisti legati al clima» ha commentato Cavallin.
Il recupero ambientale dei laghi
Una parte importante delle risorse è stata destinata anche alla tutela ambientale dei laghi prealpini, a partire dal Lago di Varese.
Attraverso l’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale sono stati finanziati interventi di risanamento ambientale e gestione del lago, con fondi regionali e investimenti del gestore e dell’Ato. Tra le attività in corso ci sono la gestione dell’impianto di prelievo ipolimnico e nuovi interventi di efficientamento energetico e monitoraggio ambientale. «Efficientare il sistema, sistemando falle e perdite – ha chiarito il presidente dell’Ato Del Torchio – vuol dire garantire un importante risparmio energetico perché si evita che i sistemi di pompaggio continuino a lavorare a causa delle dispersioni».
Una visione di lungo periodo
Il lavoro svolto negli ultimi anni ha consentito di impostare una strategia di lungo periodo per la gestione dell’acqua in provincia di Varese, puntando su investimenti, sostenibilità e gestione pubblica del servizio.
«Occuparsi di acqua significa occuparsi della vita delle nostre comunità. In questi anni abbiamo rafforzato la governance pubblica, aumentato gli investimenti e migliorato la qualità del servizio, costruendo un sistema più efficiente e sostenibile» – Enrico Vettori, consigliere provinciale delegato a cui si aggiunge il presidente di Provincia Marco Magrini: « L’obiettivo è continuare a migliorare la qualità del servizio, ridurre le criticità e tutelare una risorsa fondamentale come l’acqua».
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